Alla Biblioteca Benedetto  Croce

 Una conferenza di  Antonio Filippetti

 “Gli anni napoletani di Giacomo Leopardi”  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 20 ottobre nella “Biblioteca Croce” recentemente costituita al Vomero,  a cura del professore Bruno Pezzella,  il noto  scrittore e giornalista Antonio Filippetti,  in una sua interessante conferenza ha affrontato il tema “Giacomo Leopardi” con un’ampia ed accurata analisi sulla personalità, la cultura, gli affetti: la famiglia, l’amore per Silvia, la morte dell’amata sorella Paolina, il giovane amico Antonio Ranieri (autore di “Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi”  in cui si riscontrano, a detta dei critici, diverse falsità) insieme ai problemi fisici e psicologici che tormentarono il nostro grande poeta.  Recentemente i ricordi  egli studi sul poeta sono riemersi con il film del famoso regista  Mario Martone “Il giovane favoloso”, interpretato dal bravo Elio Germano, che ha suscitato discussioni sulla visione di Napoli, i suoi luoghi più misteriosi, le sue catastrofi naturali, il suo popolo, le sue credenze, il suo gergo più antico.

Antonio Filippetti ha interessato gli ascoltatori con un ampio discorso talvolta intercalato dalle musiche  di Beetoven registrate del pianista Rosario Ruggiero, o dalle richieste di intervento allo storico Carlo Di Lieto autore  del recente volume  Leopardi e il male di Napoli  1833-1837”, edizioni  Genesi,  analizzando con grande scrupolosità gli ultimi periodi di vita di Leopardi deluso, come può leggersi in alcune sue lettere, fino al soggiorno alla Villa delle Ginestre, alla sua morte ed alla falsa sepoltura  nella Tomba di Virgilio a Mergellina.

Alcune delle più note poesie del poeta sono state lette dall’attore Aldo Spina. E’ stato poi chiesto agli astanti un intervento che ha animato ancor più la riunione, circa la tradizione smentita e le più recenti ricerche sui fatti di cui ha parlato anche Carlo Knight  nell’editoriale del Corriere del Mezzogiorno dell’11 ottobre.  Io ritengo, che quanto alla voglia del poeta di un  soggiorno napoletano, non guasterebbe ripensare, circa la curiosità di Leopardi sulla città e l’ambiente molto libero, a differenza delle capitali nordiche, alle notizie divulgate dai molti viaggiatori stranieri  anche poeti e artisti come Hackert, Dumas e Goethe, attratti fin dal Settecento a Napoli.

 

Maria Carla Tartarone, novembre 2014

 

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