Le donne Campane

nell’Arte Contemporanea

 

 

 

Artemisia Gentileschi, “Betsabea al bagno”

 

Nel passato le donne artiste erano eccezioni, la loro vita era difficile e tormentata. Molto lontano nel tempo se ne trovano poche. Nel Cinquecento ad esempio si ricorda Sofonisba Anguissola, pittrice ufficiale alla corte spagnola dal 1559 al 1580. Nel Seicento Artemisia Gentileschi, che fu presso l’Accademia di Pittura di Firenze, aperta nel 1562 ma che accolse le donne solo dal 1616. Del Seicento si può ricordare ancora Barbara Longhi che dipingeva nature morte. Del Settecento Rosalba Carriera ritrattista veneziana. Del periodo sette-ottocentesco Angelica Kaufmann e Marie Guillemin Benoit. Più vicina a noi l’americana Georgie O ‘Keefe (1887/1986), la pittrice dei fiori. Desidero citare alcune artiste campane contemporanee che ho conosciuto, senza voler dare giudizi di valore, solo per festeggiarle.

Rossella Avolio, una giovane artista uscita dall’Accademia, ama sperimentare tecniche differenti che la lascino libera di esprimere le sue emozioni. Più volte in mostra in collettive con il gruppo “Aestetikà”, ricordo la sua mostra al Castel dell’Ovo “Il colore incisivo e i suoi riflessi nella moda” (aprile-maggio 2012) come un momento di grande libertà espressiva in cui prevaleva, su supporti differenti, il suo colore preferito, il rosso.

Celesta Bufano, la giovane artista (1984) di formazione accademica nella sua ultima mostra al Mann, “Ancient Super Heroes” coniuga classicità e contemporaneità illuminando di colore le opere classiche. E’ già stata presente in mostre europee, e alla collettiva di giovani al Pan, “Nina” con due opere (rilevante “After WorK”) in cui ben si definiva la sua personalità artistica.

Ileana Carleo, un’artista campana che per molti anni è stata affascinata da una ricerca retrospettiva rilevando particolari di grandi artisti e ripetendoli. La sua è un’arte figurativa, volta per lo più a rappresentare immagini femminili. I colori nitidi e la sinuosità delle linee, in particolare nell’opera “Black & White” ricordano la celebre artista russa Tamara de Lempicka. E’ stata presente in collettive e nel 2008 ha partecipato al Premio “Eredi del Rinascimento” organizzata dalla Galleria Centro Storico di Firenze. Troviamo il suo nome nel “Catalogo Arte Brescia” del 2009.

Marisa Ciardiello. Al Museo Archeologico l’artista ha mostrato, nel 2012, una sua rassegna antologica “Tra sogno e mito: creature di Prometeo” in cui è anche presente una serie di piccole sculture intitolata “Rocky” dei primi anni 2000, lontane dallo spirito attuale dell’artista. Nelle sculture più recenti prevale la classicità pur nell’insolito uso della lamiera di piombo che ne denota la contemporaneità. L’artista ha metabolizzato una cultura classica approfondita espressa in opere come “Venere”, “Pan” o nella “Memoria di Pompei” dove la Ciardiello ha aggiunto polvere di rame a ricordare il rosso sangue delle ceneri, un prelievo di stile contemporaneo.

Maria Pia Daidone, costruisce opere scultoree dove l’indagine è incentrata sullo studio dei materiali il cui prelievo viene esaltato nella creazione di opere esteticamente rilevanti, curate nei particolari, nei colori e nella fruibilità. L’artista già dal 2000 ha preso a lavorare ad un’accurata ricerca sugli animali realizzati secondo il suo stile delicato, che si è concretizzata nella mostra del 2009, “Zoofantasy” al Museo Zoologico di Napoli; di lì è seguita l’approfondita ricerca sui materiali e la loro sublimazione ben evidenziata nella mostra “Oronerorame” del febbraio 2011 a Castel Nuovo e poi al Pan. Partecipa a numerose collettive, ultima “Controventi mediterranei” a Cantalupo del Sannio nel giugno 2012.

Lordana D’Argenio originaria della Puglia, giunge a Napoli per i suoi studi in Accademia e con ostinazione li persegue fino ad essere lei la titolare della Cattedra di Pittura in Accademia. Lultima sua mostra , “Una metonimia significante” è stata presentata al MA-Movimento Aperto a cura di Dario Giuliano. La sua pittura dalle forti pennellate, concrete nella loro astrazione, testimoniano la sua decisa personalità che si colloca nell’ambito dell’espressionismo astratto ma anche nel surrealismo di Pollock e degli altri, da Clyfford Still fino a Cy Twmbly.

Ho conosciuto la giovane artista Maryda Geraci alla sua mostra personale in Castel Nuovo, “Dietro l’apparenza”. Allieva dell’Accademia di Belle Art, è diplomata in scenografia ma ha da sempre coltivato la ceramica e la pittura. Le sue opere rivelano una sintesi linea-colore che talvolta la rimanda ad artisti del passato. La sua ricerca si esprime in figurazioni morbide, dalle linee sinuose e precise mentre il colore acrilico è disteso a campire, puro, alludente al fumetto

Rosaria Iazzetta, scultrice del ferro e fotografa, ha avuto l’interesse e l’intento di provocare a Scampia un risveglio artistico con la sua mostra concettuale “Parole dal cemento”, ponendo frasi sugli edifici,  nel 2008, ha contribuito a suscitare un movimento rinnovatore del quartiere ancora in atto.

Floriana Iuvaro è una giovane artista caprese che ha esposto al Centro Ignazio Cerio nella personale “Immagine di Rimando” del 2011, una serie di immagini femminili ironicamente deformate, dai colori caldi e intensi,  a soffocare lo spazio interamente da loro occupato.

Silia Pellegrino, importante artista di monte di Dio, studiosa della storia dell’arte alla ricerca della sua maniera pittorica di successo (molti suoi quadri sono in case prestigiose, il suo studio è stato visitato anche dal Presidente Napoletano), ha esposto  in Europa in numerose personali  o collettive. La sua arte si avvicina, in un colorismo movimentato, solo a tratti soggetto alla linea. Una esaustiva personale si è svolta nella Galleria “Il Bidone”, nel 2012, dal titolo “Il lamento del Bidone-Esortazione verso la salvezza”.

Caroline Peyron non è napoletana ma vive in città lavorando ad un suo progetto educativo da molti anni, presso il Museo di Capodimonte: insegna ad interpretare e a disegnare le opere d’Arte e la natura del Bosco, a tutti, adulti e bambini. Ha esposto le sue opere nella sala Carlo V a Castel Nuovo nella mostra “Ai margini” opere fatte di piccole cose tratte dalla realtà, costruite nei margini di spazio che la sua vita indaffarata le consente, ma che costituiscono grandi pannelli, arazzi, tappeti, uno dei quali è stato in mostra anche a Villa Pignatelli. L’artista per lo più nelle sue creazioni utilizza l’incisione, la crisografia, il ricamo più che la pittura. Si prepara in aprile ad esporre a Roma.

Maria Petraccone, una pittrice che con passione e studio intenso ha sempre seguito la sua meta conoscitiva esprimendosi, con linee morbide e vaghi colori, in immagini figurative. I critici hanno scritto che i suoi “disegni sono fatti di arcobaleni di luce”, che le sue immagini  “fatte di movimento” si esprimono in una “costante ricerca di armonia tra segni e colori”. Negli ultimi anni ricordo alcune mostre a Capri ed Anacapri: alla “Fondazione Cerio”, e all’Eden Paradiso, nel 2008 e nel 2009, e in “Marzo Donna” al Maschio Angioino, nel 2010.

Filo Pezzullo inizia la sua attività nel 2000 con la partecipazione a “Palme d’autore” negli orti botanici di Napoli e di Firenze. Una recente mostra “Al Blu di Prussia” “Trame” in una variazione di colori marini e luccichii mediterranei, del 2010, ha posto in grande evidenza l’interesse dell’artista per gli arazzi, soprattutto per la possibilità che essi forniscono all’artista di trasferire su un ordito, su una struttura stabile, il filo della propria creazione. Nei begli arazzi, orditi con precisa cura e colori preziosi ancora non si rivelava ciò che nella sua ultia mostra, allo Studio di Piazzetta Mondragone, ha rivelato la sua ultima ricerca, lo stimolo divenuto essenziale per l’artista: insieme alla manipolazione dei materiali, il riutilizzo di brandelli raccolti dai rifiuti, il riuso, con cui ha costruito fantasiose sculture di straordinari animali in movimento.

Anna Maria Pugliese, artista e poetessa, ha esposto, nella primavera del 2012, la sua opera in progress  “La memoria come strumento di coscienza creativa” al Museo Archeologico nel reading dei poeti Paola Casulli, Sasà Di Natale, Mimì Grasso, Costanzo Ioni, Eugenio Lucrezi, Amedeo Messina, Lory Nugnes, Ciro Vitiello. L’artista esprime il suo concetto dell’arte come interazione essenziale con l’ambiente sociale e della memoria come “strumento di coscienza creativa “ convinta com’è della correlazione, ineludibile, anche a mio avviso, tra etica ed estetica. Interessante la sua ultima ricerca che si esprime nella copertina del suo ultimo Album, “Arte”.

Nuccia Quarto è una pittrice di origine friulana che vive a Napoli da molti anni, di cui si comprende la efficace mescolanza culturale: il nord ed il sud dell’Italia hanno giovato alla formazione di una personalità artistica estroversa, sensibile e nello stesso tempo autoritaria e provocatrice, che si è sempre espressa nell’esaltazione del colore e della forma del suo unico oggetto artistico ispiratore: il Fiore, raramente i fiori, esaltato in una dimensione espansa, prepotante, sensuale, e lo rappresenta in varie posture, anche in sculture, issato su steli di ferro, sostenuti da blocchi di pietra lavica. Il suo percorso artistico risale agli anni ottanta e numerosi sono i riconoscimenti e le mostre, che si intensificano negli anni duemila. Tra le ultime mostre ricordo quella allo storico Caffè Gambrinus con gli amici della “Galleria Artemax” nell’aprile 2011.

Di Maria Ràcana Terracciano abbiamo visto, nel giugno 2012 “Al Blu di Prussia” la sua antologica “L’aria delle donne” costutuita da ventitre opere anche di grandi dimensioni. Una di queste è stata esposta al Pan nella recente mostra “Mattino/Arte”  insieme a molti altri artisti. Nelle sue opere risaltano delicate figure di donne eteree, talvolta solo ombre, ma essenziali; il loro mondo è organizzato con ordine, esse abitano paesaggi luminosi, i colori, molti azzurri e rosa, acrilici o oli, sono distesi sulle tele a definire gli spazi e le figure, mentre sullo sfondo i grigi definiscono antiche architetture di  lontani Castelli.

Clara Rezzuti è una pittrice che, uscita dall’Accademia, inizialmente ha avuto titubanze e incertezze a decidre la sua strada. La sua ricerca si volse inizialmente ad una visione puramente informale  espressa per anni. Poi reintegrò progressivamente le immagini ed arrivò ad “espressioni simbolico-dada con influenza pop” nella sua prima mostra alla Galleria San Carlo nel 1967 quando già pensava a nuove ricerche espresse nel ciclo “Interni Magici”  che attirò l’interesse di Federico Fellini che la chiamò a Roma per una collaborazione estetica. Tra le ultime mostre è quella “Al Blu di Prussia”, (“…e il naufragar m’è dolce in questo mare”) nel novembre 2011, in cui l’artista si è espressa nella sua ultima maniera: gioiosi collages di merletti, lustrini, coralli aiutano i colori ad esprimersi finalmente in una festa libera ed i pesci si fanno emblema festoso di libertà: guizzano in un mare sereno vestiti a festa, autoironici e felici.

Ilia Tufano si occupa dello spazio “MA-Movimento Aperto”, curando le mostre dei vari artisti che vi espongono, ma è un’artista ella stessa che molto riflette sull’astrattismo geometrico e lo ha espresso nella sua ultima mostra, nell’autunno 2012, un’antologica di lavori dal 2005, “Le parole del mare” nello Studio romano “ArteFuoriCentro”. Nella mostra, riportata nel Catalogo “Quaderno”, alle sculture ed ai dipinti si è aggiunta un’installazione, “Entrare nel mare”, in cui entrava un materiale, lo specchio, ad ampliare lo spazio. Dell’artista, che è anche redattrice di Porta di Massa, laboratorio di filosofia, in “Quaderno” è stato riportato un suo dialogo ipotetico tra Aristide e Platone “Retorica e Tautologia” cui l’artista stessa attende una risposta.

Donatella Ursumando parte da un periodo di espressività figurativa, in cui emergono elementi coloristici efficaci e linee morbide, fino a giungere, nella ricerca, ad una fase  astratto-geometrica in cui emergono luce e spazio definiti da linee nette. Nei polittici, in cui sono previsti possibili spostamenti, possono ottenersi visioni sempre nuove. Ho conosciuto l’artista durante l’ultima mostra allestita nella “Pica Gallery”.

Carla Viparelli è nata a Napoli e lavora tra Napoli e Maratea. Tra le tante notizie che si possono dare, mi piace ricordare che l’artista ha vinto nel 2009 il primo premio  al Concorso Internazionale di Pittura di “Borgo San Severino”. L’ultima mostra personale a Capri “Costanzo uomo delle Coste” si è svolta, nell’estate 2012, nella Galleria di via Camerelle della Editrice La Conchiglia.

Per ultime voglio ancora ricordare due artiste che non si proclamano tali, Celeste e Monica, che hanno fondato recentemente una “Associazione Melting Pot”, culturale, di promozione sociale, creando oggetti fantasiosi fondati sul riciclo.

 Maria Carla Tartarone, marzo 2013

 

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