La Videoarte di Donatella Landi

 “Mio Caro Mia Adorata”

al Cinema Goli Theater

di Goch

 

 

Donatella Landi, film  “Mio Caro Mia Adorata”(Videostilis), 2013

 

Donatella Landi, artista nata a Roma nel 1958, di famiglia napoletana, insegna all’Accademia di Belle Arti di Roma. Fin dagli anni novanta lavora con il suono ed il video; “Freihafen” la sua prima opera sonora, del 1991-92, venne registrata nel porto di Amburgo.

Dal 1993 inizia a lavorare con la registrazione olofonica per la video installazione sonora “ZOO”, esposta nel 1994 al Museo Luigi Pecci di Prato e alla Staten Galerie di Den Haag. Ma non lavora solo in Europa, l’artista nel 1998 si sposta a Benares, India, per le riprese di “ We want to keep you safe”.

 Tra il 2000 e il 2002 è a Parigi per la registrazione di  89 piccoli video per una installazione multi canale  e soprattutto per il “Plan de Paris” (la mappa della metropolitana di Parigi) esposta al MACRO nel 2001.  Nello stesso anno espone i suoi video in Spagna alla  Prima Biennale di Valencia e nel 2002 al Festival di Arte Scienza e Tecnologia di Madrid e in Germania all’ACC Galerie di Weimar. Tra  il 2004 e il 2006 i suoi video sono stati presentati al 4° Festival de Court Metrage di Montreal, alla Central Academy of fine Arts di Beijing (Cina) e al Guangdong Museum of Art (Cina) in occasione di “Elettroshock”. Tra il 2005 e il 2007  espone ancora le sue opere video al Sound Art Museum di Roma, all’Academie der Kunste di Berlino e alla Koldo Mixelena Kulturunea a San Sebastian in Spagna.

Nel giugno 2009 l’artista inizia in Germania le riprese  del film “Le Déjeuner Sur l’Herbe”, un progetto site specific girato nella campagna del Nord Reno Westfalia avvalendosi della partecipazione degli abitanti del luogo. Lavoro esposto nella mostra personale al Museo Goch nel settembre 2009. Nel 2011 gira a Monteleone  d’Orvieto “Casting Madonna”  con la partecipazione dei bambini e delle mamme del paese. Nel 2013  a Roma espone insieme a Cesare Viel  al MLAC- Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, presso l’Università La Sapienza, un lavoro interattivo, “Tales&Thing” a cura di Martina Adami e Mauro Favero. E’ un dialogo col fruitore  attraverso il suono che proviene in una camera d’albergo dagli oggetti evocanti la presenza di altri, uomini e donne, passati  in quel luogo, perfino nei cesti della biancheria cambiata: si effondono voci che ascoltate da vicino coinvolgono il fruitore. Il titolo si richiama alla connessione tra oggetto e dimensione sonora della narrazione, che acquista una dimensione fisica.

Il suo ultimo film screening “Mio Caro Mia Adorata/ My Dear My Beloved”, girato nel 2013, è stato alla Galerie de l’UQAM a Montreal visto dai fruitori con divertimento;  oggi è in visione ufficiale al Goli Theater  in Goch.

Abbiamo percorso in sintesi l’ampio e cospicuo lavoro di questa ancor giovane artista da cui ci aspettiamo nel futuro molte creazioni. Ma  osserviamo quale sia stato il lungo percorso della Video Arte. Ce lo  introduce esaustivamente il volume-catalogo La coscienza luccicante- dalla video arte all’arte interattiva, edito da Cangemi  in occasione della mostra al Palazzo delle Esposizioni nel1998. Tra gli artisti e critici d’arte vi si raccoglie un’Antologia di scritti esaustivi tutti interessanti ed esplicativi, Maurizio Calvesi ricorda che la Video Arte, nata nel 1969, è figlia dei film di artista che cominciavano a circolare già nella metà degli anni sessanta.  I futuristi erano stati  i primi, con le fotodinamiche di Bragaglia,  a  introdurre la tecnologia nell’arte e a interessarsi al film come forma espressiva al di là della pittura. Filippo Tommaso Marinetti nel 1916 nel “Manifesto della cinematografia futurista” aveva scritto: “Il cinematografo essendo essenzialmente visivo, deve compiere innanzi tutto l’evoluzione della pittura: distaccarsi dalla realtà, dalla fotografia, dal grazioso e dal solenne” confermato da una  ricordo di George Segal: ”Nelle mie sculture ho usato anche molti materiali (plastica, legno, metallo, luci fluorescenti, materiali industriali); Nel 1958-59  Alan Kaprow ed io restavamo fino a tardi a discutere di estetica. Kaprow era brillante nel trasmettere  le idee d’avanguardia del dadaismo, del Surrealismo e del Futurismo… ad esempio le composizioni radiofoniche di Marinetti di grande interesse. Anche per John Cage la combinazione suoni-rumori era di grande interesse”.

 

 

Donatella Landi “Le Dejeuner Sur l’Herbe”, 2009

 

Nel 1966 Luca Patella nella galleria romana Il Girasole, girò “Terra animata” recensito proprio da  Maurizio Calvesi nello stesso tempo che anche Robert Rauschenberg  e Andy Warhol facevano degli sperimenti in tale ambito negli Stati Uniti. In Italia allo stesso modo operava  Mario Schifano in “Terra Acqua Immagine Fuoco” che inaugurò l’arte povera nella Galleria L’Attico e il film “Anna vista in agosto dalle farfalle” che insieme ad una quarantina di sue opere pittoriche-fotografiche  mise in mostra alla Galleria Marconi di Milano nel 1968. E’ questo il periodo in cui si osservavano altre novità: la performance e l’intervento d’artista nel paesaggio, la Land Art, tra i primi esempi furono il film Terra animata di Luca Patella e il film di Alberto Boatto Camminare e stare al Bar. Definitivo fu poi il film di Gerry Schum Land Art, visto a Berlino nel 1969. A proposito della Land Art possiamo sicuramente affermare che la Video Arte della Landi è strettamente legata a questa corrente  se ogni suo filmato non riesce a privarsi dell’immersione nella natura come in Le déjeneur sur l’erbe. Anche la sua partecipazione alla 54 Biennale di Venezia di Sgarbi, con Nell’acqua capisco, ce lo conferma. Oggi proprio la Video Arte viene considerata la branca dell’arte più attiva e di maggior successo: molti sono gli artisti in Campania e a Napoli che ne vengono attratti generando anche un più stretto legame con la recente Arte Interattiva a cui pure la Landi abbiamo visto ispirarsi.

 Mi sembra significativo ricordare alcuni esempi recenti di films in mostra a Napoli: Nel 2009 Nino Ruju è in mostra alla Galleria Al Blu di Prussia con la sua pittura digitale videografica con“Fractals&Other”, un artista che negli anni sessanta aderì al Movimento della MECART sviluppato tra Parigi e Roma attorno a Pierre Restany nemico della pop-art e della pittura di pennello; nel 2011 Hanno esposto le loro opere nella Galleria Blindarte Angelo Detanico e Rafael Lain con “Lessico”; nel 2013 Carla Viparelli con le sue“Animazioni” Al Blu di Prussia e Fabio Barisani con“Luxovisioni, PixFoil e altre storie” insieme a l’ingegnere tecnico del suono,  accademico e musicista Luca Spagnoletti. Il numero di seguaci della Video-Arte naturalmente è assai più ampio  e va crescendo, legati alle tecniche in evoluzione, è soprattutto la loro sensibilità artistica che fa esprimere ai critici giudizi  sempre maggiormente positivi.

 

 Maria Carla Tartarone, aprile 2015

 

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