Il libro dipinto

 viaggio nella bellezza della creatività

 nella Stazione  dell’Arte di Piazza Vanvitelli

 

   

 

Opera d’arte ispirata al genere letterario del romanzo italiano

“Il Libro dipinto” è un progetto partito dalla libreria “Iocisto”,   simbolo dell’amore per il libro, con la collaborazione dell’Istituto Culturale del Mezzogiorno, un programma diverso dal “Libro d’artista” che ha visto la sua terza Biennale esposta al PAN questa primavera, ma dalle origini culturali coincidenti.     Tra i promotori del progetto  cito  Antonio Filippetti, giornalista e scrittore e Gianpaolo Paladino coordinatore scientifico-editoriale della libreria Iocisto.  Il progetto: un libro della nostra letteratura che avesse interessato particolarmente un artista lo avrebbe spinto a creare un’immagine, il risultato sarebbe stato messo in mostra. Diffusa l’idea,  più di sessanta artisti hanno risposto all’appello. Si è raggruppata   in libreria una collettiva assai affollata. Immediata la realizzazione della seconda parte del progetto: confluire le opere  in mostre itineranti cominciate il 2 aprile dalla Biblioteca Benedetto Croce ed esposte in vari siti della città, come la Biblioteca Nazionale, l’Istituto  Cultura del Mezzogiorno, la sede delle Eccellenze Campane, l’Istituto di Studi Filosofici, alla Stazione dell’Arte della Metropolitana Vanvitelli, per finire a Castel dell’Ovo in settembre. In questi giorni sono gli Spazi della Metropolitana Vanvitelli ad accogliere gli artisti che sono stati divisi in giornate, secondo il raccordo con il libro ispiratore, per ridurre il numero delle opere d’arte esposte in una giornata, considerata  la grande adesione degli artisti. 

 

 

 

 

 

Opera d’arte ispirata al romanzo italiano

Così il 14 maggio sono state esposte le opere ispirate al genere letterario del romanzo, che ha sempre fatto sognare e immaginare, ed ho potuto ammirare, accolta da uno dei più significativi sostenitori,  Antonio Filippetti, insieme ad alcuni colleghi giornalisti e ad alcuni artisti, le opere  di Romualdo Schiano (ispirato  ad “Una spirale di nebbia” di Michele Prisco), di Sergio Wolimas (ispirato a “Il deserto dei Tartari” di  Dino Buzzati), di Ellen G. (ispirato a “Un altro mare” di Claudio Magris), di Elio Marino (ispirato a “Ferito a morte” di Raffaele La Capria), di Riccardo Dalisi (ispirato a “Il Gattopardo” di  Giuseppe Tomasi di Lampedusa), di Ernesto Terlizzi (ispirato a “La spirale di Nebbia” di Michele Prisco) e della  sensibile fotografa  Grazia Lombardo, ispirata al “Ventre di Napoli” di Matilde Serao. Tra  i visitatori, con l’attore Gino Grossi che ha recitato alcuni brani tratti dai romanzi, a sostenere gli amici era anche il noto pittore, scultore, autore di murales Carmine Meraviglia, che aveva già esposto nei giorni precedenti ispirandosi a un diverso genere letterario.

 Questo progetto molto interessante, sostenitore  non solo dell’arte napoletana, ha origini culturali rilevanti, si aggancia  certamente al filone culturale de “Il libro d’artista” che ha ricordato, in mostra al PAN in aprile, nella sua terza Biennale, quali origini abbia questo genere d’arte trasmessa dalle Accademie e come venne ripreso alla fine dell’Ottocento dalla avanguardia futurista che prese a sostituire le pagine di carta  con pagine di metallo, vetro, cemento come L’imbullonato di Depero (1927) e il Litolatte di Marinetti (1932).

Certamente l’apertura di questa corrente artistica è differente, più adatta ad essere accomunata agli antichi libri miniati partendo dal Duecento, mentre  mette in rilievo come l’arte contemporanea non possa essere priva di cultura  e di ricordi classici anche se ironicamente accolti. Ciò che è da ammirare altresì è la perseveranza di un lavoro itinerante, nell’ambito del Maggio dei Monumenti, che conduce gli artisti ed i programmatori a portarsi nei vari siti: nelle stazioni d’Arte della Metropolitana, nei Musei quali Castel dell’Ovo e Maschio Angioino o in siti culturalmente   noti in tutto il mondo quali l’Istituto di Studi Filosofici che si sono benevolmente prestati ad accogliere i nuovi eventi per cui è interessante rilevare la risposta delle Istituzioni nei confronti dell’Arte a Napoli.    

 

 Maria Carla Tartarone, maggio 2015           

 

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