Da ArteAs la Galleria di Maurizio Siniscalco

“Evolucion y Libertad” di

Garavato  

 

 

 

 

 

Il 19 giugno abbiamo assistito all’inaugurazione della mostra “Evolution y Libertad” nello spazio di Maurizio Siniscalco in via Poerio. I molti amici si sono complimentati ancora una volta per la scelta del noto gallerista già impegnato a Capri alla Certosa con una bellissima mostra di Raffaele Castello e con la sua presenza come cittadino onorario.

 Il giovane pittore, classe 1980, Gustavo Alejandro Bernal, in arte Garavato,  vissuto sempre a Girardot in Colombia, espone per la prima volta in Europa e naturalmente per la prima volta in Italia e a Napoli. Nasce come street-artist e dichiara di amare soprattutto il disegno. Nelle sue opere  mette in evidenza  gli abitatori primigeni delle antiche foreste, scimmie e uccelli: quale writher li mette a fuoco col segno nero della matita o della penna su superfici di varia natura, li evidenzia soprattutto col colore vivace che esprime la sua anima, il rosso, ma anche con la luminosità del giallo solare. Ricordiamo a questo proposito brevemente come è nata la street art e quale successo abbia raggiunto anche in Italia. Tra gli anni settanta e ottanta quest’arte in America riempiva di colore le metropolitane e  contagiava i giovani artisti che si appellavano writers e firmavano con un tag le loro decorazioni;  a New York si unirono nella UGA (United Graffiti Artists) dove il primo, con Basquiat,  fu sempre considerato Keith Haring, che aveva assorbito elementi essenziali dalla Brut Art e dalla Pop Art (fu in contatto con Andy Warrol). Anche in Europa i graffitari intervennero a centinaia per le strade in Germania e in Italia. Tra i primi a crederci fu la Galleria La Medusa di Roma  nel 1979, conferendo ai graffiti un riconoscimento internazionale e dopo Documenta 7,  curata da Rudi Fuchs, molte gallerie europee iniziarono ad accogliere i writers.

 

 

   

A Bologna  Francesca Alinovi organizzò la prima manifestazione in Italia sui graffiti, “Telepazzia”. E nel 1983 Keith Haring  teneva mostre a Bologna, Napoli, Milano, caratterizzandosi per i densi segni neri che definivano le sue piccole immagini vivaci. Vediamo ancor oggi nella Reggia di Caserta la sua opera “Tuttomondo” conservata insieme alla Collezione di Lucio Amelio. La street art continua a fare molta strada: nel 2007 a Milano al PAC si inaugurava una mostra dal titolo “Street Art, Sweet Art” cui parteciparono anche Bros ed Ozmo e nello stesso anno a Napoli la Stazione della Funicolare di Montesanto, veniva decorata delle opere di  Cyop e Kaf con Oppio, Zeus, Siork, G.no e Koso; nel 2009 a Parigi, nel Gran Palais vi furono in mostra 300 opere di artisti di strada, tra cui alcuni italiani.  Recentemente ad Anacapri abbiamo vista quest’arte, nell’estate 2014, promossa dalla Galleria “Capri-Clu” sulle pareti dell’ edificio, rappresentata da una sirena a doppia coda di Ozmo e due capre in lotta di Eron.

 Il giovane writer Garavato non ha dimenticato di condurre nella Galleria  ArteAs, insieme ad alcuni skateboard, base per  suoi dipinti con aerografo e ai suoi inchiostri in cornice su carta kimberly (cm 45x32),  una scultura dipinta, una sedia in solido legno di pino ornata di una scimmia “muta” che ha divertito gli spettatori.

Ma la sua opera maggiore, realizzata con aerografo e stencil su una lunga tela, cm. 100x1300,  compiuta in situ in soli dodici giorni, si sviluppa lungo i muri della Galleria e lascia agli estremi due rotoli allusivi: l’artista avrebbe continuato a estendere la sua rappresentazione, se ce ne fosse stato lo spazio. Vi è raffigurata la vita della foresta: una fitta vegetazione rappresentata da tralci, strisce, stereotipi di fiori, animata dai primi abitatori, pappagalli, aquile, scimmie con atteggiamenti umani. Il lavoro si sviluppa lungo i muri in un percorso svolto con una sintetica, tipica capacità di disegno, ironico, oltre che ammiccante nei musi delle scimmie. Ecco che a Napoli a poca distanza della Galleria di Lucio Amelio, in Piazza dei Martiri, Siniscalco riprende il discorso, iniziato negli  anni ottanta, della Street Art.

 

Maria Carla Tartarone, giugno 2015

 

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