La “Galleria Renna-PRAC”
Nasce in via Pizzofalcone

 

Alejandro Quincoces, “Suburbio”, olio su tavola,80x160, 2013

 

E’ nata in via Pizzofalcone  la Galleria dell’architetto Piero Renna, il PRAC. Il sito spettacolare si affaccia e si insinua, in un unico corpo architettonico, nel grande tamburo della  cupola della Basilica di San Paolo, una volta abitazione dei monaci, agganciato al fabbricato retrostante attraverso la  grande terrazza  della Galleria. Il logo del PRAC, ideato dall’artista architetto Tommaso Ottieri è un uovo, un mezzo uovo, un augurio su cui nasce, come il Castel Dell’Ovo, un nuovo luogo dell’arte, senza altro riferimento al mito.

L’architetto Renna  ha raccolto in una collettiva un folto gruppo di artisti, di diversa provenienza, per lo più usciti da Accademie d’Arte, divenuti anche insegnanti o architetti, quindi fermamente radicati nelle conoscenze della cultura classica pur esprimendosi in termini figurativi contemporanei riflettendo sulle problematiche del presente, utilizzando oltre che materiali e tecniche  della tradizione anche materiali prelevati dalla quotidianità e dalla tecnologia attuale.  Gli ampi spazi della  luminosa Galleria sono arricchiti dalle opere di scultori e pittori già noti, di cui il fruitore può facilmente comprendere il linguaggio estetico e rimanerne preso sia che le sculture siano serenamente classiche  nel bronzo  come quelle di Giuseppe Bergomi (Brescia 1953) che già nel 2005 a Roma nel Chiostro del Bramante espose 60 sculture in bronzo policromo, ripetendo la stessa mostra nel 2006 in Palazzo Martinengo a Brescia, in un nitore razionalista che direi marinettiano, o siano le  sculture in marmo di Girolamo Ciulla (Caltanissetta 1952) che dal 1987 ha collaborato con Tiziano Forni, esponendo nella sua omonima Galleria di Bologna, partecipando inoltre alle manifestazioni ArteFiera di Bologna e MiArteFiera di Milano, rivelando il suo rispetto della tradizione anche in  Lo spirito della pietra “ a Roma, all’Accademia di San Luca, nel 2005 e in “Fuori del Labirinto. Atti e storia del Mediterraneo”, a Massa, nel Palazzo Ducale nel 2006.

 

 

Giovanni Frangi, “Giro al Parco”, olio su tela, cm 91x163, 2009

 

Di ispirazione diversa è il giovane Quentin Garel (Parigi 1975) scultore  e disegnatore attratto dal mondo animale che riproduce con attenta verosimiglianza:  Si  ricorda l’inaugurazione, nel Parc des Gèants a Lille, di una fontana con gruppo scultoreo raffigurante animali. Generalmente ama  per lo più utilizzare il legno.  Un altro scultore presente in mostra è Claudio Locatelli (Argentina 1970) che vive e lavora a Parigi dove espone le sue opere, in contatto con noti scultori tra cui  Giuseppe Penone.  In Italia lo abbiamo visto in mostra ad ArteFiera di Bologna e a Fiera ArteVerona. In Galleria espone una suo quadro-finestra: la cornice in legno raccoglie lo sfondo di un mare-cielo, un dipinto ad olio su tela che ricorda Magritte. Sergio Zanni  (Ferrara 1942), scultore ama l’uso della terracotta, ma sperimenta anche materiali più leggeri, in grandi composizioni che  rappresentano bizzarri personaggi riportati dai suoi numerosi viaggi. Nelle ultime opere utilizza il leggero polistirolo ricoperto da criptonite e iron ball, materiali utilizzati solitamente dagli scenografi, ma anche vetroresina e tondini di ferro assemblati a formare opere come “Il carro dei vincitori” o “KamiKaze”,  ma anche bronzi come un “Auriga” che ha portato al Prac.

 

 

 

Tommaso Ottieri “San Carlo”, olio su tavola, 215x200, 2013

 

 Altri artisti interessanti in mostra, che perseguono sia la pittura che la scultura sono  Roberto Barni (Pistoia 1939) che per lo più attinge al repertorio delle immagini industriali, come altri pittori della nostra contemporaneità (Leperino), mentre come scultore ama riprendere animali avvolgendo le sue sculture in carte di giornali con una tecnica diversa dalla cartapesta.  Anche Giovanni Frangi (Milano 1959) ama esprimersi, secondo l’estro, sia come pittore usando volentieri pastelli, sia come incisore che scultore. E’ al PRAC con  “Giro al Parco”, un  olio su tela di cm 91x163 del 2010.

 Tra i numerosi pittori vicini alla tradizione del Novecento certamente Gianluca  Corona (Milano 1969)  con le sue grandi nature morte ed i suoi ritratti. E Carlo Ferrari (Massenzatico di Reggio Emilia 1946), che amante degli studi dell’arte del passato, in particolare quella fiamminga, riprende la tecnica della velatura in tele rigorosamente di lino, dipinte con oli di cartamo o di papavero, prediligendo opere di grande formato. Ancora interessanti sono le pitture di Thomas Gillespie  (Canterbury 1986) che raccolgono mito e contemporaneità;  l’artista è stato al PAN, nel 2011  con la mostra “Refresco” . Ancora un altro pittore è Loris Liberatori (La Spezia 1958) che si esprime spesso in polittici; insegna a Roma nell’”Ecole d’Art Martenot” intento a stimolare, secondo  il metodo della scuola,  lo sviluppo della creatività nel bambino ma anche dell’adulto.  Interessanti le pitture di Nicola Nannini che pur amando ritrarre paesaggi  come “Ora di compieta”, olio su tela del 2013, di cm 65x80 non li anima con la presenza dell’uomo, immeritevole forse di tali meraviglie.

Tommaso Ottieri (Napoli 1971) è vissuto molti anni in Grecia, a Santorini dove ha lavorato come architetto. Oggi, tornato in Italia, si dedica unicamente alla pittura praticando le tecniche pittoriche  più raffinate, tra cui l’antica tecnica dell’encausto. E’ stato in mostra al Castello dell’Ovo nel 2006 con “Sirene”; ha portato in Galleria l’antico nostro Teatro “San Carlo” un grande olio su tela di cm. 215x200 del 2013. Alessandro Papetti (Milano 1958) è interessato alla compostezza dell’arte classica come al movimento espressionista: ama dipingere scenari di archeologia industriale, come il nostro  Christian Leperino, e ville settecentesche; dal 1999 è attratto dal tema dell’acqua in cui ritrae immerse figure umane in movimento. Del 2009 è una sua personale al Palazzo Reale di Milano, “Il cielo nel tempo”. Luca Pignatelli (Milano 1962) compone spesso su grandi tele grigie, recuperate dai teli di copertura di treni merci, strutture architettoniche  essenziali, in  pitture ad olio ed  inchiostri (molte presenti ad Anacapri nelle sale del Capri Palace, nella collezione di Tonino Cacace. In Galleria troviamo dipinte  antiche anfore guarnite di corde, come un collage. Nel 2003 è stato in Biennale a Venezia nel gruppo de “La nuova scena artistica italiana”.

 Piero Pizzicannella (Roccadipapa, Roma,1955), ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma ma anche il corso di Filosofia alla Sapienza. Già nel 1978 espone la sua prima personale alla Galleria “La Stanza”; nel 1982 crea insieme ad altri artisti un laboratorio nell’ex Pastificio Cerere dove la prima mostra “Atelier” è curata, nel 1984, da Achille Bonito Oliva; dello stesso anno è anche la sua prima personale nella Galleria  “L’Attico” di Fabio Sargentini a Roma ed a New York nella Galleria di Annina Nosei dove negli anni Ottanta poteva incontrare talvolta Lucio Amelio. E’ solo l’inizio di numerose mostre in Europa, fino in Giappone e, di ritorno, al MACRO. Partecipa alla mostra del Prac anche il pittore Alejandro Quincoces (Bilbao 1951) che provenendo  dal mondo della pubblicità, ha preferito dal 1991 la pittura perfezionando gli studi all’Accademia di Belle Arti dei Paesi Baschi.  I suoi temi preferiti riguardano la  quotidianità agitata delle vie cittadine e dei sobborghi: in Galleria troviamo,  tra gli altri, il recente dipinto “Suburbio”, olio su tavola, cm. 80x60.

 

 

 

 

Claudio Locatelli “Petit Buldog”, metallo e carta, cm36x25x29, 2013

 

Aimone Sambuy (Torino 1951), pittore del mare e della solitudine. L’ultimo suo ciclo è dedicato ai pesci in piccoli dipinti dai colori luminosi. A Napoli l’artista aveva già portato  nel 2009 al “Blu di Prussia”  le sue opere nella mostra “Aperlay”. Anche allora le immagini erano definite dal colore sereno, vario, deciso.

 Doriano Scazzosi (Busto Garofalo, Mi, 1960). Importante è ricordare che nel 1981, giovanissimo, vince ex equo il premio della sezione pittura nella “Galleria Annunciata”, partecipanti anche pittori come Flaminio Gualdoni ed Aligi Sassu….In Galleria troviamo “Peonie bianche” e “Peonie rosa”, tempere su tavole, 70x25,  entrambe del 2012.

Giorgio Tonelli (Brescia 1941) è in Galleria con “Ricordo di Anacapri” che richiama il “Pino sul mare” di Carlo Carrà (1921) un olio su tavola del 2007 (cm.64x80). Il pittore ha partecipato a numerose mostre tra cui a Milano, alla “Galleria Jannone” con  “Lo sguardo fisso” opera realizzata con soli pastelli. Nel 2011 ha partecipato, con gli artisti del Padiglione Italia, alla cinquantaquattresima Biennale di Venezia. Ultima, nel 2013, la mostra  “Inattuali” al Museo di Rimini.

La collettiva pur così ampia raccoglie, come è stato detto, artisti “figurativi” inserendosi nel dibattito sul contemporaneo che vede, negli ultimi tempi una maggiore accettazione del ritorno all’arte del passato, non prelevata solo ironicamente, dopo le manifestazioni di Jean Clair sulla degenerazione estetica contemporanea, e sulla mercificazione dell’arte, ma colta nel suo insegnamento, tanto è che recentemente si sono viste mostre  a Roma, al Foro e al Palatino, in cui numerosi artisti, “post-classici” hanno esposto opere rivelanti la ripresa dell’antico nell’arte contemporanea.   Naturalmente senza voler nulla togliere a tante espressioni artistiche, dalla pop-art alla body-art e ad altre, al Prac vediamo come  ritorni la considerazione della  cultura classica nella massima libertà stilistica e nella formazione di una maniera personale che non è reiterato percorso, ma evoluzione  individuale, ricerca ed infine estetica.

 

 Maria Carla Tartarone, novembre 2013


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