Intragallery

mostra il “Ritorno a  Napoli” di

Peter Flaccus  

 

 

 

Peter Flaccus da “Intragallery”

 

E’ in mostra a Chiaia, da Intragallery a cura di Tanja Lelgemann, dal 20 novembre, un folto gruppo di pitture dell’artista americano nato nel Montana nel  1947, Peter Flaccus, trasferito a New York negli anni settanta conobbe  e si formò negli ambienti-studi di Soho creati negli anni precedenti dai pittori sperimentatori e  rivoluzionari quali Pollock, Clifford Still, Mark Rothko, Barnett Newman e gli altri.

 L’artista vive  in Italia dai primi anni novanta, preso dalla cultura classica che pervade e plasma il nostro paese, appassionato alla ricerca delle origini  della pittura,  fin dalle espressioni greco-romane della pittura ad encausto.  Pittura difficile ottenuta dalla mescolanza dei colori con la cera per mezzo del calore, con l’utilizzo di spatole e pennelli su tela, su tavola, ma anche su affresco arrivata a noi attraverso le testimonianze  di Plinio e di Vitruvio e nella seconda metà del Settecento diffusa all’Accademia di Parigi dal Caylus e dal Requeno ed in Italia nello stesso periodo dal Fabbroni a Roma.

 

 

 

 

Peter Flaccus, “Starry Night (mare)”, cm 33,5x 32,5, 2014

 

Peter Flaccus  è stato attratto dalle visite compiute agli scavi di Pompei e lì sono iniziate le sue ricerche. Ma non solo, lo hanno attratto anche altri aspetti della cultura nostrana, quelli decorativi, prima nella architettura da esterni e poi negli arredamenti dall’epoca barocca a quella romantica, una curiosità che ha contaminato la sua modernità con cornici oggi impensabili in un quadro astratto contemporaneo, penso a “Red Wall, Hoop”, cm. 37x29,  in cui la linea si insinua nel rosso dello spazio concluso dalla cornice o a “Curlew” , dai verdi accesi, anch’esso del 2014, inseriti in antiche cornici ritrovate spesso nel nostro territorio campano.

 Le sue pitture, in cui utilizza la  tecnica dell’encausto, acquisiscono una particolare luminosità, data proprio dalla cera che sembra far vibrare i colori scelti, molto accesi talvolta, come in  “Madagascar” del 2013 una coinvolgente tavola di cm 183x200 o in “Wall Painting-Red” del 2012 delle stesse dimensioni.  Il “Ritorno a Napoli” è per l’artista un  ritorno culturale che riconduce ai luoghi della cultura appresa nella sua adolescenza, i luoghi di Pompei del Vulcano distruttore, come lo accompagna la Musica che ugualmente ama nelle composizioni per  violino di Lucio Gregoretti e che egli stesso non cessa col suo strumento di interpretare ogni giorno, un accompagnamento costante  nella sua vita, come lo è la Poesia che vede interpretata nelle liriche di Luigi Tuccillo.

 Folta di pubblico è stata la sera dell’inaugurazione in cui si festeggiava un pittore straniero, vicino e amico, in sintonia con gli astanti.

 Maria Carla Tartarone, dicembre 2014

 

 

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