All’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

 si è concluso un anno di eventi in ricordo  di

Gianni De Tora

 

 

Gianni De Tora, “Ouverture” tecnica mista su carta intelata 180x180, 1991

 

 Nella sala degli Angeli dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa un Convegno ha chiuso le manifestazioni, organizzate dall’ottobre del 2013 ad oggi, in ricordo  del maestro dell’astrattismo geometrico Gianni De Tora. Il programma di mostre, “Territorio Indeterminato”, titolo tratto da un’opera  su carta, ritrovata per caso,  ha tracciato durante l’anno un vasto itinerario partendo, il 5 ottobre 2013 (nel giorno di inaugurazione delle Giornate del Contemporaneo di AMACI), dalle sale dello stesso Ateneo, in cui sono state esposte opere degli anni ’70 e ’80, visitata da  Enrico Crispolti (che aveva già curato la mostra del 1975 “Napoli Situazionista” e quella del 2012 con Luciano Basagni) e da Gillo Dorfles;  proseguendo in novembre a Caserta, nelle sale delle Reali Cavallerizze con opere degli anni ’80; poi in dicembre  a Benevento nella Rocca dei Rettori con opere degli anni ‘90; per finire in marzo a Roma nella Biblioteca Angelica in cui sono state esposte le opere degli anni 2000 partendo dall’opera “Il Sole 2000” per arrivare alle pittosculture in ferro e legno.  

Il Catalogo “Territorio Indeterminato” 2013-2014, è stato edito dalla Paparo Edizioni con i contributi critici   di Enzo Battarra, Enrico Crispolti, Elio Galasso, Mariantonietta Picone Petrusa, Gaia Salvatori ed il giovane critico Stefano Taccone. Il maestro amando i giovani, furono inserite nella mostra in Suor Orsola anche le opere dei giovani artisti Vincenzo Frattini, Salvatore Manzi, Nunzio Figliolini, e Neal Peruffo. Con il Catalogo  si produsse anche un Video, “Oltre”, elaborato dallo studio Rotella, ad opera di Luciano Basagni, con musiche di Marco Zurzolo, la  voce narrante della storica  Tiziana De Tora. Un primo Video, “The world of signs” del 2012, rilevante per la comprensione dell’artista, anch’esso era stato realizzato dallo Studio Rotella.

Il maestro, nato nel 1941 a Caserta, muore prematuramente nel 2007.   Il suo lavoro parte negli anni Sessanta presso gli accademici suoi maestri che si volgevano alle esperienze figurative e informali seguendo il percorso americano ed europeo dell’arte del Novecento, (in particolare agli insegnamenti raccolti da Picasso e da Braque, maestro Cezanne, che invitava a rifare la natura col cubo, il cono e il cilindro.  I primi artisti a concepire l’astrattismo geometrico erano stati Kandinsky (geometrismo lirico), Klee e Mondrian creatore di un più rigoroso astrattismo geometrico, espresso anche nella sua rivista “De Stijl”.  Ma siamo attorno agli anni Venti;  più tardi in Russia si espressero il suprematismo ed il costruttivismo, mentre a Parigi  Seuphor creava “Cercle e Carré”, diventato poco dopo “Abstration-creation, art non figuratif”. Ciò che più importa per noi nell’ambito dell’arte astratto-concreta è la nascita negli anni Quaranta, tra Milano e Como, del M.A.C cui si agganciò il “Gruppo Sud” di Napoli, con Barisani, De Fusco, Tatafiore, che attrasse molti giovani).

 Tra questi quasi subito è  De Tora, che negli anni Settanta  e  con i tre maestri sopra citati ed altri artisti, fonda il gruppo “Geometria e Ricerca”  indagando strettamente nell’ambito dell’astrattismo geometrico convinto che “l’arte è scienza”. Fin dal principio, talvolta prendendo le distanze dai suoi amici accademici riguardo l’arte contemporanea, De Tora ha perseguito una ricerca sui segni geometrici partendo dal cerchio, arricchita del colore,  in creazioni non ripetitive ma scaturite le une dalle altre in una creatività stupefacente, unica. Lo sviluppo dei temi lo appassionava ed i video lo mostrano: dal movimento scaturisce la creazione: geometrica, essenzialmente colorata  e astratta, come abbiamo detto, con mutazioni strutturali continue come per il tema di “Ovo labirintus” asserendo l’artista che, come la grammatica sta all’arte della scrittura, così la geometria sta all’arte classica.

Guardando i video e dunque la sua video-arte, che può immaginarsi musicale, si rimane stupiti, nello scorrere del linguaggio, dalla capacità creativa di questo artista, sia nella pittura che nella scultura, per il quale le immagini creano altre immagini sempre stupefacenti.  Ritornando brevemente al percorso dell’artista rilevanti sono stati gli anni Ottanta per le personali tra cui quella degli Antichi Arsenali della Repubblica di Amalfi curata da  Pierre Restany, alle Logge del Vasari di Arezzo, al Centro Culturale Italiano di Vancouver in Canada… Importante è rilevare  la personale in mostra a Milano “L’occhio strabico” nel 2000, nel cui Catalogo Gillo Dorfles scrisse  “… Il colore si intensifica per l’uso di strutture metalliche, di acciaio, di legno, che, in certo senso, conferiscono all’opera quella assolutezza formale che la rende quasi “architettonica”…” , dunque ancora  la  geometria che abbraccia in un'unica scienza tutta l’arte.

 De Tora non ha esposto solo in Italia, ma già dagli Settanta alla XVI Biennale di S. Paulo del Brasile, al Musée di Maubege in Francia, all’Art Museum of Rauma in Finlandia e alla Kunsthalle di Vienna dove  sue opere si conservano in permanenza come nel Museo del Sannio, a Caserta ed a Napoli nel Museo del Novecento a Castel Sant’Elmo. 

L’artista è stato presente in mostre internazionali come la XXXVIII e la LII Biennale di Venezia, alle Fiere di Roma, Bologna, Dusseldorf, Basilea; alla XVI Biennale di S.Paolo del Brasile; con “Strutture riflesse“, alla X Quadriennale d’Arte a Roma in “Camera 312”. Tra le ultime mostre, dopo la sua prematura scomparsa del 2007, ricordo a Napoli nel 2009  “Tracce segniche” al Castel dell’Ovo, il cui Catalogo fu curato da Rosario Pinto, suo attento interprete. La sua ricerca è stata sempre costante ed avrebbe proseguito,  come prometteva in una intervista edita nell’ultimo Video.  

Maria Carla Tartarone, ottobre 2014

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