IN Gallera “Al blu di Prussia”

“ ShOot…s! ”

di Luigi De Simone

 

 

 

Luigi De Simone , ”ShOot…s!”, 2015 “Al Blu di Prussia”

 

 Nella Galleria “Al Blu di Prussia” sono i mostra in “ShOot…s!” le opere ultime di Luigi De Simone, una serie di opere che mostra l’ evoluzione della sua ricerca nell’ambito dell’Arte Contemporanea non discostandosi dall’Arte Povera nel cui ambito ha raggiunto uno stadio evolutivo estetico molto convincente, sempre con  l’uso di un materiale primario, il cartone, base di collage e tecniche coloristiche svariate: olio, smalto, pastelli a cera.

 Per capire le opere in mostra è molto interessante seguire i percorso dell’artista che possiamo far risalire ai primi anni 2000 quando convinto assertore dell’Arte Povera sosteneva di voler prendersi cura del mondo dei sobborghi poveri per poter confermare la propria personalità.  De Simone è un artista napoletano di stanza a Berlino e talvolta a Palermo, che negli anni, attratto dai materiali poveri accantonati  nelle degradate periferie,  sognava di ricostruirle con le proprie mani, e lo fece, a partire da una piccola casa che realizzò. Esponeva  opere  di grandi dimensioni  nella galleria di Mimmo Scognamiglio, realizzò nel 2004 il grande “Cubo di Kubrick” (m.3x3) in carta da macero, aperto su di un lato, affinché lo spettatore potesse entrarvi ed assorbire la materia fino all’odore.   In quelle prime opere abbiamo visto come, nel cogliere i vecchi materiali, De Simone li attualizzi e costruisca la loro storia, li rinnovi senza renderli irriconoscibili.

 

 

 

 

Luigi De Simone, Galleria Scognamiglio nel 2013-2014

 

 Quelle espressioni artistiche, che realizzava, prelevando materiali di risulta ovunque, le abbiamo viste nel 2001 a Salerno in “Garage”, nel 2003 alla Seconda Biennale di Valencia, e ad Arte Fiera di Bologna dove prese a frequentare Mimmo Scognamiglio con le mostre nella sua Galleria, nel 2003 e nel 2004, quando espose il “Cubo di Kubrick” racchiuso in una rete intrecciata di  fragili carte. Poi nel 2007 quando troviamo, tra le altre, l’installazione “Abatjour”, composta da vari materiali: una lampadina  a ioduri metallici, una lampada ai vapori di mercurio, legno, cavi elettrici, velluto nero.  Di fine dicembre 2013-gennaio 2014, ancora nella Galleria di Scognamiglio, è un cumulo di carte, per lo più giornali,  di 5 metri  per 5,50.

  “Al Blu di Prussia” il cambiamento verso una tecnica pittorica, lontana dagli invasivi volumi, sembra repentino ma forse non ne esclude  il ritorno. Nell’ultima maniera anche i contenuti vanno differenziandosi: sembra che l’artista abbia tratto qualche influsso dagli anni Ottanta, ai tempi di Lucio Amelio ritrovati nelle ultime mostre del Madre. Primeggiano infatti i ritratti, la base quasi sempre il cartone riciclato per i molti ritratti rifiniti dalle tecniche miste, olio, smalto, pastelli a cera o collage,  con toni  e stesure raffinate. Questo nuovo De Simone convince e sembra avere molto successo.

 

 Maria Carla Tartarone, marzo 2015

 

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