Riccardo Dalisi e  Stefano Parisio Perrotti

in mostra nelle sale di Fideuram a palazzo Partanna

con “Durare in Arte”

 

 

 

 Riccardo Dalisi, “Durare in arte”,  Fideuram, 2014

 

 Riccardo Dalisi, in mostra da Fideuram “Durare in arte” con l’amico Stefano Parisio Perrotti: possiamo sicuramente parlare di amicizia per un feeling che li unisce simpaticamente. Certamente Dalisi è un maestro che difficilmente può raccontarsi, tante sono le mostre  che di lui ho visitate, compreso il suo fantastico caotico studio. Anche a New York  ho visto già molti anni addietro le sue famose caffettiere al MOMA. Dalisi è andato sempre avanti. Ultimamente ho visto sue belle opere che non ha disdegnato di creare insieme ai bambini ed ai bravi medici  e infermieri nella Ludoteca dell’ospedale Annunziata, con lui presenti in “Rotolarte”. Come già  aveva amato lavorare con i bambini di Santa Maria della Sanità e con gli studenti a Scampia, o con “gli architetti volanti” sul tetto di Palazzo Gravina o al Pan dove passò un pomeriggio a riciclare materiali di risulta, cartone o plastica, in armonia con chi volesse elaborare con lui colorate creazioni entusiasmanti. Per non parlare dei due primi premi internazionali (concorso “Green Dot Awards”) ricevuti dall’artista con il suo libro, una ricerca sull’essenzialità dell’acqua, “Acqua2O” ricco di immagini, per non dimenticare “Il Compasso d’oro” due volte conferitogli . Tra  le ultime mostre ricordo la mostra collettiva lungo la via Krupp, la personale a  Ravello,  nelle strade e al MAC di Capua e quella alle “Cavallerizze” di Caserta, in maggio in Cina per il forum a Tianjin sul tema “Heart of live” e l’ultimissima installazione, “L’avventura di latta” a Napoli nelle stradine accanto alla chiesa di Santa Maria del Rifugio in piazzetta Sedile Capuano, dove sono prevalsi materiali come latta, ferro o  bronzo, gli stessi materiali utilizzati per le opere portate nelle sale di Fideuram.

 

 

 

 

Stefano Parisio Perrotti, “Durare in arte” Fideuram, 2014

Stefano Parisio Perrotti, già in mostra con successo al Palazzo Cellamare in “Oltre il giardino“, nel 2012 e nel gennaio 2014 “Al Blu di Prussia” in ”Materia Grigia”,  con le sue opere scultoree, tratte dalle pietre raccolte in fondo al mare basi delle sue creazioni, ha deciso insieme a Riccardo Dalisi di raccogliere le sue opere ed esporle nelle sale di Fideuram a Palazzo Partanna. Li ha uniti nella decisione il loro ascendere dall’Arte Povera, il loro amore per la natura che li spinge al riutilizzo di elementi primari, non solo pietre ma anche metalli, legno, plastica e talvolta elementi riciclati, trattati con intelligenza e rispetto. Per Parisio Perrotti il mare, tanto frequentato  e amato, attraverso le sue rocce, eruttive, sedimentarie, metamorfiche o scistose, rimane il maggior ispiratore, per cui egli, abitando quelle pietre multiformi con creature poetiche, in bronzo o in ferro, ad esse adeguate, ha saputo plasmare i suoi capolavori. Non è forse male ricordare di come le pietre abbiano saputo ispirare altri artisti come  Vittorio Pescatori che fotografando lungo le stradine disabitate di Capri, intravede nelle rocce e  ci mostra immagini di una lontananza archeologica,  o ripetere  che Pablo Neruda ricordava nelle sue poesie “le pietre fiorite” di Capri.

Dalisi e Parisio Perrotti hanno  presentato insieme le loro caratteristiche opere senza pericolo di confusione nel via vai degli ospiti in una serata  folta di amici che rilevavano il feeling esistente tra i due artisti .

 

Maria Carla Tartarone, dicembre 2014

 

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