AL PAN un servizio dei fotografi

Alessandro Catocci e Sonia Ritondale

mette in mostra

Riccardo Dalisi ed il suo Studio

 

 

 

Un’opera in trasparenza sullo straordinario scorcio di Mergellina

 

Si è inaugurata al PAN/Palazzo delle Arti, con la presenza dell’Assessore  alla Cultura Nino Daniele e di numerose personalità del mondo della Fotografia, mercoledì 6 novembre la mostra fotografica che ci svela lo Studio dell’artista architetto Riccardo Dalisi, sito alla Calata San Francesco, subito dopo aver svoltato da via Aniello Falcone per l’antica discesa che conduce fino alla Villa Comunale. Uno Studio affastellato da tutte le sperimentazioni artistiche di Dalisi, come è riprodotto nelle immagini degli eccezionali fotografi Alessandro Catocci e Sonia Ritondale, anche medico, che amici di Dalisi con cui hanno collaborato in tante manifestazioni in favore dei bambini (anche agli Ospedali Santobono e Annunziata), frequentando lo studio, colpiti dalle centinaia di opere accumulate nei vari spazi, hanno avuto l’idea di riprenderle in immagini fotografiche da mettere in mostra.

Ho avuto anche io la piacevole eccezionale opportunità di visitare quel sito che trovai straordinariamente luminoso per l’accesso ai balconi e allo struggente panorama che fu anche mio. Le immagini in mostra, ci restituiscono bozze o stralci di opere famose, che abbiamo visto in mostre degli anni trascorsi, immagini sperimentate con materiali diversi le cui linee, soprattutto quelle delle morbide madonnine, sono dappertutto riconoscibili come il suo Schizzismo. E’ la sua maniera che si precisa nell’arte povera con l’utilizzo del ferro (ricordo le statue in mostra a Capri lungo la Via Krup, nella collettiva del 2009, della “Madonna con bambino” e del“Guerriero incinto”) e dei materiali di risulta più svariati, che lo invitano a giocare, a costruire immagini nuove senza progetto, extra abrupto: piccoli rami, scatole di cerini, pezzetti di giornali, di stoffa, batuffoli di cotone da applicare su fogli di carta o di plastica, guidati da linee essenziali. Ricordo anche il successo della Caffettiera in mostra anche a Newyork, al MOMA dove la vidi nel 2005.

Volendo tornare indietro posso ricordare che Dalisi, dopo la laurea in Architettura nel 1957, ebbe un primo approccio con la scenografia e poi con l’Architettura e col Design. Entra a far parte dello studio del maestro Francesco Della Sala. L’amore per l’architettura che lo ha sempre sostenuto si sviluppa a un tratto nell’ammirazione per il catalano Antoni Gaudì con cui sente affinità e trova ispirazione, per cui pubblica nel 1978 il volume“Gaudì mobili e oggetti”.

Prevale in lui, insieme al Design, il bisogno di dare conoscenza e curiosità ai bambini delle scuole per i quali progetta anche una panchina, Mariposa, in forma di farfalla, in alluminio, prototipo di altre installazioni a loro dedicate. Il suo interesse per i ragazzi, e per gli allievi, a stimolarli, arrivando ad un arricchimento reciproco, è sempre stato forte. Lo abbiamo potuto osservare nel lavoro svolto in diverse scuole del rione Traiano, del rione Sanità e del rione Scampia con molteplici iniziative.

Il suo studio, come si vede in mostra, è tutto un movimento, anche le immagini vivaci della sua persona ritratta sorridente e ironica verso se stessa; e poi un fervore di immagini di latta, rame bronzo.

Io vi ammirai anche una “Madonna col Bambino” appena abbozzata in colorati trucioli di rame e di acciaio leggerissimi, che poi fu in mostra nella Galleria Philomarino, nel 2011.

Tra i soggetti riconoscibili nelle fotografie troviamo ricordi della mostra a Caserta, alle Cavallerizze della Reggia, “Cavalieri e oltre”, del 2012. In quello stesso anno un gruppo di giovani prese a riunirsi con il professore artista, sul tetto di Palazzo Gravina, Facoltà di Architettura, per l’”Università Volante”, lavoro continuato anche nel Trasformatoio, un laboratorio di giovani studenti di architettura presso Piazza Bellini. Il frutto della ricerca venne messo in mostra al PAN in “Progettare per il mondo reale”, a cura, con Dalisi, dei giovani del Trasformatoio. Ma voglio ricordare anche la collaborazione con l’Associazione H2O di padre Alex Zanotelli, testimone delle miserie di molte popolazioni prive di questo bene comune chiamato “oro blu”, e l’insegnamento che l’artista architetto ne ebbe dagli scritti di Leonardo da Vinci sull’acqua e come imparò a rappresentare l’acqua attraverso la linea ed il colore del grande Maestro. Questa ricerca portò Dalisi alla vittoria di un doppio primo premio per il libro “Acqua dueO” nel 2013.

 

 

 

 

Uno scorcio dello studio affastellato di opere e frammenti

 

Ricordo soltanto ancora le mostre in Italia del 2013 come quella nella città di Capua “Disegno/design di Capua” illustrata nel Catalogo di Giuseppe Coppola, che coinvolse la città intera oltre il MAC. Ma molto altro ancora ci sarebbe da dire, come l’arredo scultoreo della Salita Santa Caterina a Napoli con i lumi particolari e la scultura invitante alla cultura nei pressi della sede sud di Suor Orsola. Trascuro le mostre all’estero.

Tra le ultime mostre è da ricordare nel 2014, in duo con lo scultore Stefano Parisio Perrotti, la mostra di sculture nelle Sale di Fideuram a Palazzo Partanna “Durare in Arte”.

Di tutto questo e di tanto altro nello studio troviamo gli spunti, i retaggi, le vaghe immagini parziali che saranno oggetti di altre ispirazioni e di grande entusiasmo per gli ospiti ammirati. Intanto possiamo goderci la mostra dei fotografi Alessandro Catocci e Sonia Ritondale al PAN Palazzo delle Arti di Napoli.

 

Maria Carla Tartarone, novembre 2015

 

  

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