Maria Pia Daidone con “OroRossoRame”

in Arte/Studio-Gallery

a Benevento

 

 

 

Maria Pia Daidone “Mantello”, rame cm. 276x55

 

A Benevento in via Sant’Agostino, all’ “Arte/Studio Gallery” di Mario Lansione è la mostra di Maria Pia Daidone “Ororossorame” a cura del sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello che ha voluto esporre le ultime opere dell’artista sempre dedita a studiare e sperimentare materiali che le consentano realizzazioni artistiche sempre più vicine alle sue pulsioni dell’animo. Oggi, dopo lunghe sperimentazioni sul rame per rivelare nuove sfumature coloristiche e quindi rendere concreta la possibilità di esprimere le mutazioni del proprio sentire, l’artista coglie nei bagliori di rosso di questo materiale, l’espressività più idonea ai suoi bisogni comunicativi e creativi.

In una breve sintesi del suo lavoro si può ricordare che dal 1998 al 2000 l’artista ha preso a creare, non solo col disegno ed il colore ma servendosi di prelievi vari, inizialmente cartacei, adatti alla serie di opere “Accertamenti Metropolitani” seguita poi, per il ritrovamento di altre componenti, dalle ieratiche dame racchiuse in bacheche di plexiglas in mostra a Palazzo Serra di Cassano dal titolo“Dame a Palazzo”.

 

 

 

 

Maria Pia Daidone, “Ordito”, tecnica mista su cartone, 2011

 

Successivamente, nel 2001-2002, realizza “Birilli” con collage di carte colorate su tele. E’ allora che la ricerca si sposta dalla carta al cartone, poi al legno, da quando nel 2005 partecipa alle esposizioni collettive del Movimento Iperspazialista cui seguono numerose personali.

Sono note le ricerche dell’artista esposte a Napoli al “Museo Zoologico” presso la sede della Federico II a via Mezzocannone, con la mostra “Zoophantasy” quando intendeva trasmettere l’amore per la natura attraverso fragili figurazioni di uccelli come “Uccelli e fiori gialli” del 2008, costruiti con materiali primari e trattenuti da leggeri fili di ferro alla Calder, anime vibranti e colorate.

Sono seguite le sperimentazioni con materiali legnosi e vetro anche in eleganti modelli da arredamento al PAN, nella personale “Oronerorame” del 2011 quando l’artista vi aggiunse il plexiglas utilizzato come elemento di luce, di completamento dell’oggetto-opera per lo scintillio luminoso che ne deriva. Già in atto era la ricerca sul rame che l’artista impiegava in opere viste in numerose Collettive, come nella partecipazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, curato da Sgarbi nel Palazzo degli Alessandri a Viterbo nel 2011 e nel 2012 a Roma e al “Lavatoio Contumaciale” nella mostra “Eduardo Palumbo e gli amici” e, tra le altre, nella Personale “Rossorame” allo “Studio Arte Fuori Centro” di Roma, sempre nel 2012. Con questi temi, degli ultimi giorni del 2013 e i primi del 2014, è la partecipazione alla mostra “Radici e Novità” nel nuovo “Open Space” di Cantalupo del Sannio.

A Benevento l’artista mette oggi in evidenza la variabilità del rame nei toni molteplici dell’oro del rosso e del nero, sempre brillanti, che adopera in una texture di sottili lamine unite morbidamente fra loro, non solo per i suoi “Mantelli”. L’ opera che rappresenta in eccellenza questa sua ultima tappa è “Fil rouge su tessere d’oro”, un’opera in mostra che attrae come “un’essenza calamitante”, come scrive Maurizio Vitiello.

 

Maria Carla Tartarone, maggio 2014  

 

 

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