Al  PRAC, la Galleria di  Piero Renna

Una collettiva di Artisti

mette in mostra

CITTÀ  

 

 

Arno Boueilh, “Calata Porta di Massa”, olio su tavola 41x40

 

Al PRAC di Piero Renna, in collaborazione con la galleria Forni di Bologna e con l’Ordine degli Architetti Campano, una collettiva di artisti interpreta la Città contemporanea; opere dettate indubbiamente dalla fotografia, tecnica  sempre in evoluzione, giunta alla video arte fino all’arte interattiva, che consente loro una visione completa ed ampia dei luoghi  e, che, ormai radicata nei pittori contemporanei consente loro di scomporre le immagini, di ricomporle rinnovandole secondo la propria immagine interiore e la propria tecnica pittorica. Dieci sono al Prac gli artisti interpreti della Città: Andrea Baruffi che costruisce le sue immagini ispirandosi ad Hopper per cui non è solo la fotografia a indirizzare la sua visione degli angoli e degli scorci.  Primeggia nella città l’architettura contemporanea con i suoi grattacieli visti con ogni atmosfera, nel grigiore luminoso  dell’alba o nelle giornate piovose, ed il movimento del traffico urbano che il tratto della penna o del pennello accentua e ricrea. E’ l’arte contemporanea che mostra città contemporanee anche quando le antiche stradine napoletane sono reinterpretate secondo visioni geometriche nitide, come fa Arno Boueilh, giovane artista parigino che vive a Napoli dal 2006 in “Calata Porta di Massa” (olio su tavola, cm.41x40)  e in “Paysurb Industria”.  Di stile assai diverso è la pittura di Loris Liberatori che si esprime spesso in polittici, ricordando in mostra le sue impressioni del mare nell’infanzia, esponendo “Grande onda”(6 pezzi, cm.60x60, il mare al largo di Napoli?) Quella di Giovanni La Cognata è una “Città-periferia” (olio su tela cm.60x80) in cui si percepisce l’assenza di rumore e di movimento vivace. Gottfried Salzmann   ha realizzato un’opera “Senza Titolo”, in tecnica mista di cm. 90x130 raffigurante una visione di New York, città metropolitana per eccellenza. Anche  Govanni Sesia non può concepire che una città ultramoderna nel suo grande quadro (cm.180x120) ove spicca l’immagine di un grattacielo, una ripresa fotografica in diagonale, drammatizzata dalla  tecnica mista  e dalle linee nere insistite che raggiungono un grigiore drammatico.  Seguono le opere di Giorgio Tonelli che abbiamo già visto nella mostra inaugurale e che qui espone “Aspettando la notte” (cm.100x100,2010) e “Tramonto sulla skin_row” (olio su tavola, cm.40x50 del 2012),  una immagine  vespertina di un orizzonte infinito. Altri  hanno già esposto in Galleria,  come il milanese  Alessandro Papetti  di cui abbiamo già visto una rappresentazione del traffico sulle strade di Parigi e di cui vediamo in mostra  un nebbioso scenario di archeologia industriale, o come Tommaso Ottieri,  di cui abbiamo visto nella mostra inaugurale la grande opera “Teatro San Carlo” (cm.215x200). Egli dichiarò, nell’esporre quell’opera, che si era servito di numerose fotografie, per studiare i particolari di quella straordinaria architettura, senza però utilizzarle, ricavando da quelle immagini la conoscenza approfondita che gli avrebbe consentito di tradurle in pittura. Anche per questa mostra l’artista ha utilizzato la fotografia per conoscere nei dettagli, poi cancellati, le immagini della città che trasferisce in “Prague” (olio su tavola, cm.130x200), opera realizzata inoltre con l’antica  tecnica dell’encausto, ottenendo una visione vaga, lucente della città. Già noto in Galleria è anche il pittore basco Alejandro Quincoces che ama riprendere le movimentate vie cittadine dei suburbi e gli snodi autostradali, mentre Velasco alterna  verdi paesaggi a vedute urbane.

In ultimo mi piace nuovamente ricordare il sito, Pizzofalcone: l’ampio terrazzo della Galleria affaccia sul tamburo della Cupola minore della Basilica di San Francesco di Paola e si fonde alle estreme propaggini di un antico Monastero, nascosto da nuove architetture, nella parte orientale del porticato che avvolge l’ antico Largo di Palazzo oggi Piazza del Plebiscito.  

 Maria Carla Tartarone,  20 marzo 2014

 

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