A Casamadre Eduardo Cicelin

 mette in mostra i risultati della New York Scool:

le opere di Terry Winters e Josh Smith

 

 

 

 

 

Un’opera di Terry Winters  a Casamadre

 

Dal sei marzo sono in mostra  alla Galleria Casamadre di arte Contemporanea, a cura di Eduardo Cicelin,  le opere di due noti artisti contemporanei, provenienti dall’America, noti anche per le numerose esposizioni in Europa, in Musei e Gallerie di rilievo (cito per tutte una raccolta di Stampe di Winters  alla “Pinakothek der Modern” di Munch, in Germania).  Anche se distanti per età le loro opere riflettono analoghe ricerche partecipando entrambi al movimento artistico che prende il nome di New York School.

 Terry Winters è nato a Brooklyn nel 1949 mentre il più giovane Josh Smith è nato nel 1976 in Tennessee. Le opere esposte si differenziano negli esiti che i due artisti hanno raggiunto dopo lunghe meditazioni in ambito  filosofico e scientifico ma anche propriamente in ambito teorico indagando dall’astrattismo all’espressionismo e nei colori sperimentando oli, terre, acquerelli, inchiostri e tecnica dell’incisione. 

Terry Winters, cominciando dal minimalismo si è rivolto poi all’impressionismo astratto scartandone a suo giudizio gli errori e volgendosi alle relazioni tra arti e scienze naturali.  La sua prima mostra fu nel 1982 alla Sonnabend Gallery ripetuta altre volte negli anni. Nel 1991 ha partecipato alla nota collettiva “Schizzi d’artisti” alla Matthew Gallery di Los Angeles, ripetuti in altre nove mostre di arte astratta mentre conduceva esplorazioni n    ei processi biologici, scientifici e matematici. Oggi raggiunge la rappresentazione di microcosmi colorati, tessiture e reticoli luminosi che ha portato anche a Napoli.

   

 

Immagine di Johs Smith a Casamadre

 

Josh Smith, nato nel 1976  nel Tennessee,  appartiene, come Winters, al movimento artistico della New York School, nata negli anni cinquanta, che esplora il legame tra arte e scienza. Ha cominciato anch’egli dall’astrattismo generando spesso, col suo fare sbrigativo e vivace, l’interazione. Nel 1986 mette in mostra alcune sue opere alla Tate Gallery di Londra. Nel 1998 partecipa alla collettiva “Remix”, alla Team Gallery di New York, a Soho. Nel 2005 partecipa alla collettiva “Post modern”, criticando anche questo aspetto difficile dell’arte, nella Grun Naftaly Gallery di New York. Nel 2006 partecipa ad ”U.S.A. Todey” nella Real Academy of Art di Londra. Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia in “Illumination”. Nel 2013 è presente in “Abstract Generation” al MOMA di New York e alla Tate Gallery di Londra. Josh Smith rappresenta la nuova generazione  newyorkese che si esprime con accenni evidenti a cambiamenti e novità.

 Ciò non toglie che il colloquio con Winters non potrà essere ancora più stimolante e proficuo proprio partendo dalla mostra napoletana.

 

Maria Carla Tartarone, marzo 2015

 

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