Al PAN/ Palazzo delle Arti a Napoli

 Marisa Ciardiello

Presenta la sua Mostra

FUERA

   

 

 

 

 

 

Opere di Marisa Ciardiello in mostra al PAN

 

 E’ appena iniziata al PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli, come una grande festa,  Fuera”, la mostra di scultura e disegni  di Marisa Ciardiello. La mostra ed il Catalogo, in cui intervengono l’assessore  Nino Daniele ed il critico Dario Giugliano, son a cura di Mario Franco. Tutti gli spazi nelle grandi sale  del Palazzo delle Arti al primo piano sono occupati dalle  opere esposte. La scultrice, dopo un duro e lungo lavoro creativo espone nuovamente: le sue ultime mostre sono state nel dicembre 2012 al Museo Archeologico di Napoli “Tra sogno e mito, creature di Prometeo” e in collettiva, nel 2013,  alla Mostra “Incendium” al PAN, con Asta a favore della ricostruzione di Città della Scienza. L’artista che proviene da una preparazione classica, dovuta agli studi di Accademia, molto presente nelle mostre precedenti oggi sembra rinnovarsi sia nell’uso dei materiali che nel desiderio di manifestare il suo intimo colloquio con se stessa. Più in generale una profonda ricerca nell’animo umano che si esprime nei grandi disegni ma anche nelle sculture dove la collocazione dei rami, dei bronzi su sostegni simili a inferriate di balconi, esprimono un dentro-fuori intimo, una conversazione con se stessa sempre attiva e allusiva che è presente con grande espressività nelle avvolgenti  e sdoppiate  figure dei disegni dove nella tecnica la Ciardiello ritorna all’insegnamento dei suoi maestri di Accademia. Nelle sculture, abbiamo detto composte con  nuovi materiali, ad esempio lamine di rame palesemente cucite tra loro, vengono rappresentate  tormentate figure umane, legate e sospese come in Giostra, 2012, o volti drammatici in bilico su una ringhiera in ferro, o maschere, o uccelli imbrigliati in strutture metalliche.

 

 

 

 

 

Opere di Marisa Ciardiello in mostra al PAN

 

Talvolta l’artista interviene con il colore, anche nella scultura, a definire un particolare. Osservando i grandi disegni, su carta e su legno, il colore interviene incisivamente, ma quasi sempre lieve, tranne in alcuni quadri, vedi Lamine, del 2014, da cui emergono profili di  teste, con il contrasto forte del rosso  ad accentuare i contorni, ed in Flipper,  del 2013, dove oltre che al segno nero sul bianco del legno, ad acuire il distacco della coppia, interviene il colore rosso deciso e drammatico. Tema emergente nei disegni è appunto la coppia che si divide e si disgiunge in tratti morbidi e contorti, come può vedersi in Struttura umana, del 2010, in cui interviene, a coprire interamente l’immagine e il fondo, un lieve color ocra. L’importante tema del balcone si rivela naturalmente  anche nei disegni, come in Negli occhi,  in cui da luccicanti occhiali emerge la visione di un gruppo di figure sospese a un vaso di coccio posto in bilico sulla ringhiera.

 In “Fuera”, l’artista mostra quanto sia difficile esternare il proprio pensiero, ma come testimonia il filosofo Fulvio Papi in “Le Grandi Confessioni e il Nulla”, molti grandi come  Agostino, Lucrezio, Petrarca, Montaigne, Rousseau, Leopardi lo hanno ritenuto necessario, e con successo.  Molto dell’ animo umano ci rivela dunque la sensibile artista testimone matura, nelle sue opere, del dolore e della sofferenza.

 

Maria Carla Tartarone, giugno 2015

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