Nella Galleria Blindarte

sono nuovamente  in mostra

Le opere di Davide Cantoni

 

 

 

Davide Cantoni, ritratto,  Galleria Blindarte, 2014

 

 Davide Cantoni, un artista di origine italiana che vive a New York  è nuovamente in mostra  nella Galleria Blindarte  con dieci grandi opere, i ritratti di “Les Étrangers”. Cantoni ha portato a Napoli le sue opere, già nel 2005, nel 2008  e nel ottobre-novembre 2010  quando con la mostra “111” fu presentato l’omonimo volume  all’Accademia di Belle Arti da Giovanna Cassese e Mario Franco.  Il volume, come la mostra, raffigurava una “cartografia” della sofferenza umana sullo sfondo delle guerre e delle conseguenti miserie.  Oggi l’artista conserva la stessa  visione artistica  di grande consapevolezza della fragilità umana ispirato non solo dai ritratti fotografici che spesso raccoglie dal “New York Times” ma  soprattutto dal  pensiero di Albert Camus  espresso nel romanzo esistenzialista, edito nel 1942, “L’Étranger” in cui narrava la storia di un uomo qualunque,  Meursault, vissuto tra un’umanità indifferente alle rovine ed alle disgrazie di quella generazione in guerra fino a diventare egli stesso un assassino e a comprendere solo nell’anticamera della morte quanto la vita sarebbe potuta essere bella. Settanta anni orsono Camus raccontava la stessa indifferenza che oggi Cantoni rappresenta nella sua arte. Nelle mostre precedenti erano in mostra rappresentazioni di bambini in scenari di guerra oggi le opere in mostra raccolte col titolo di “Les Étrangers”, gli straneri, sono grandi ritratti espressivi. 

   

   

 

 

 

Davide Cantoni, ritratto, Galleria Blindarte, 2014

 

 L’intenso primo piano del ritratto è ottenuto con la medesima tecnica: l’immagine fotografica viene ingrandita e trasferita su carta bianca sottile bruciata da una lente di ingrandimento che riflette la luce solare. I ritratti qui esposti, ad interferenza ottica, volutamente crudi, trascurando ogni traccia di colore acrilico, significano sottilmente il patimento che si aggiunge alla consapevolezza della indifferenza altrui.   La sensibilità qui espressa dall’artista può avvicinarsi a quella di un altro artista che in questi giorni espone al Museo Madre, Francis Alys  con la sua mostra “Arrotolare-srotolare”, Progetti Afgani 2010-2014.

I sui ritratti, ricavati da primi piani di immagini fotografiche, vorrebbero essere  interpretati, compresi ma l’umanità non sembra ancor oggi voler comprendere la sofferenze altrui, voltando rapidamente lo sguardo altrove. Chi sono dunque gli stranieri?  Coloro che vengono raffigurati o noi spettatori? L’artista oggi, nell’intensità di quei volti, senza rappresentare movimento o immagini di guerra, raggiunge una più acuta sensibilità artistica.  

 E’ da sottolineare che la Galleria Blindarte di Memmo Grilli, ha partecipato in questi giorni al “Wekend del Contemporaneo”, un’apertura eccezionale di Musei e Gallerie nei giorni 14-15 giugno in nome di una solidarietà e una collaborazione che potranno condurre a maggiori stimoli ed a conoscenze più approfondite dell’Arte.

 

 Maria Carla Tartarone, giugno 2014

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