Al Museo  di Arte Contemporanea

MADRE

Progetti e mostre di grande interesse

 

 

 

 

“Come un gioco da bambini” mostra “in situ” di Daniel Buren

 

  

  Nella mattina del 19 aprile il Museo  d’Arte Contemporanea MADRE, per la prima edizione di Educational Day, promossa in tutta Italia dall’Associazione dei Musei di Arte Contemporanea Italiana (AMACI), una giornata dedicata ad avvicinare il grane pubblico all’arte contemporanea dentro e fuori  il Museo, ha presentato, negli spazi del secondo piano, il progetto Museo-in-Azione con una  visita performativa guidata dalle immagini delle opere di Botto & Bruno.

Nel pomeriggio, fino alle 20 lo stesso direttore Andrea Viliani ha accompagnato i presenti all’ultimo piano, alla scoperta della collezione permanente di cui si è parlato nel progetto, avviato nel  2013 con il Presidente Pier Paolo Forte, Per-formare una collezione, concentrando l’attenzione su opere e documenti che consentono di ricostruire la storia degli ultimi cinquant’anni di avanguardie. A tal proposito è importante sottolineare  che Viliani da tempo dichiara che intende dialogare con il pubblico “per formare” insieme, anche attorno a un tavolo di discussione, il patrimonio museale contemporaneo della nostra città, per conoscerlo e difenderlo, inserendo anche talvolta accoglienze gratuite, come è avvenuto già per la mostra di Lucio Amelio, dal trenta marzo al sei aprile, con la eccezionale visita, guidata da uno dei testimoni e protagonisti, Mario Franco.

 

 

 

 

Daniel Buren tra gli ospiti

 

Il 24 aprile è stata inaugurata  la mostra (aperta fino al 31 agosto) di Daniel Buren, a cura di Andrea Viliani e Eugenio Viola, nel grande Salone del piano terra: “Come un gioco da bambini”, una costruzione in situ, che vuole interpretare il luogo come uno dei parchi gioiosi dell’infanzia, che si caratterizza per la sua immersione nella luce e nel colore.  Il progetto compreso nell’arco di tempo 2014-2015 è stato concepito in collaborazione con il Musée d’Art Moderne et Contemporaine di Strasburgo e realizzato insieme all’architetto Patrick Bouchain.  

Daniel Buren, terminata la conferenza stampa, assieme al Direttore  Andrea Viliani ed al Presidente  della Scabec, Società Campana che tutela i beni culturali,  Maurizio Di Stefano,   ha condotto i presenti,  nelle giocose vie tra le costruzioni di “Come un gioco da bambini”. Nell’entrare  nel grande Salone un’abbagliante bianca luce diffusa ha accolto i visitatori; più innanzi la luce è si è attenuata  riflettendo i colori vivi delle costruzioni geometriche, segnate dalle  tipiche righe del maestro,  composte di grandi cubi, poliedri, tunnel circolari, oltremodo ingranditi ma proprio come nei giochi di costruzioni dei bambini. Buren anche qui ha agito “in situ” come in qualunque spazio egli si sia trovato, sia all’aperto che in grandi o piccole Gallerie. E a chi gli ha chiesto per quali bambini avesse creato quel paesaggio, l’artista ha risposto: ”Per voi !”

 Buren, nato a Boulogne-Billancourt nel 1938, si è formato alla Ecole des Métiers d’Art di Parigi. A partire dalla metà degli anni Sessanta ha sempre inserito nelle sue opere le basilari righe standard, sempre della stessa dimensione, che lo hanno caratterizzato e che utilizza ancor ora. Dagli anni Ottanta egli ha sempre adeguato le sue creazioni ad installazioni in situ negli spazi privati o pubblici, divenendo un importante stimolo di rinascita nelle criticità locali. Nel 1986 ha partecipato alla Biennale di Venezia aggiudicandosi il Leone d’Oro per il miglior Padiglione nazionale. A Napoli è intervenuto fin dagli anni Sessanta-Settanta con le sue mostre. Tra le più  recenti sono da ricordare: la personale al Museo di Capodimonte nel 1989 con “Indizi di opere in situ” e nel 2004 la mostra  nel Quartiere Ponticelli, intervenendo sul palazzo dell’ARIN ora  ABC e costruendo una fontana, rendendo il quartiere gioioso. Fra i tantissimi, migliaia, di interventi in situ si possono ricordare a Parigi “Le Deux Plateaux” nella corte d’onore del Palais Royal (1986) ed “Excentrique” al Grand Palais, nell’ambito di “Monumenta”. La mostra più recente, nel febbraio 2015, si è svolta a San Gimignano, nella Galleria Continua con “Una cosa tira l’altra”, in cui ha ripetuto le sue storiche strisce.

 

 

 

 

Elaine Sturtevant, “Sturtevant Sturtevant”, 2015

 

Il 29 aprile  il Madre ha aperto le porte agli alunni di tutte le scuole per alcune giornate di visite gratuite alla collezione in progress, “Per-formare una collezione”, sita al terzo piano e in altri spazi.

Una nuova artista è stata accolta al MADRE il 30 aprile ed ha inaugurato la sua mostra al primo piano della Fondazione Donnaregina/Madre:  è  Elaine Sturtevant con “Sturtevant Sturtevant”, a cura di Stéphanie Moisdon,   una prima retrospettiva italiana. Già due musei americani, il MoMA di New York e il MoCA-Museum di Los Angeles, nel 2014-2015 le hanno dedicato retrospettive , dopo che  l’artista ha esposto nei maggiori musei europei ed ha vinto il Leone d’Oro alla 54° Biennale di Venezia nel 2011. La sua caratteristica principale è quella di “ripetere” gli artisti contemporanei da lei preferiti, esplorandone profondamente il significato spirituale, ritrovando se stessa in loro. E tra gli artisti, i massimi della contemporaneità, vi sono nomi quali Marcel Duchamp,  Joseph Beuys, Andy Warhol, Jasper Johns, Roy Lichtenstein, Claes Oldemburg, Frank Stella fino a Paul McCarthy ed altri, raggruppati secondo le loro caratteristiche ispiratrici. “Una ricerca estetica  e intellettuale profondamente radicata nel pensiero filosofico… che dal 2000 si è espressa per lo più attraverso il video…si configura oggi non solo come paradossalmente originale, ma anche soprattutto come affermazione pioneristica e seminale, nel suo costante interesse a cogliere cosa definisce, in quanto tale, oggi, un’opera d’arte.”(presentazione ufficiale): La mostra sarà visitabile fino al 21 settembre.

 Ultima iniziativa è quella del progetto Partorire con l’Arte ovvero L’Arte di Partorire  che sarà spiegato da specialisti “per approfondire i temi dell’origine, dell’autopercezione corporea e della maternità attraverso lo sguardo evolutivo e congiunto dell’arte e della scienza medica”. Le conferenze al riguardo si terranno nelle date del 11, 18 e 25 maggio, 8, 15 e 22 giugno. Di seguito sarà annunciato il progetto “Nati con la cultura” volto ai nascituri e alle loro famiglie e prevede, al momento della nascita, il rilascio di un passaporto culturale che consentirà loro di entrare gratuitamente nel Museo. Bisogna condurre i ragazzi al Museo Madre perché si divertano con l’arte contemporanea di  più che gli adulti.

 

 Maria Carla Tartarone,  9 maggio 2015

 

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