Riapre la Galleria “Al Blu di Prussia”

e la Fondazione Mannajuolo premia

Mirella Barracco e Renato De Fusco

In mostra le pitture di

David Bowes

 

 

Dawid Bowes, “Joy”, 2009, cm.60x90, polimero sintetico su tela

 

 Il 27 settembre si è svolta una felice cerimonia di premiazione  della Fondazione Mannajuolo, a persone eccezionali della città di Napoli con una simbolica scultura di Ambra Selvaggia Caminito. Mirella Barracco, presidente attivissima della “Fondazione Napoli Novantanove” è appena tornata da San Pietroburgo dove il 26 è stata presente al significativo incontro avvenuto nel Museo Nazionale Russo col responsabile delle arti figurative, prof. Grigory Goldovsky, titolato al “Turismo culturale a Napoli: dalla pittura russa dell’Ottocento ai “Monumenti Porte Aperte”. L’incontro è stato organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Consolato Generale di San Pietroburgo, inserito nel programma ufficiale dell’Anno del Turismo Italo-Russo 2013-2014.

 Per cominciare un tradizionale confronto: A San Pietroburgo la Compagnia del Balletto del San Carlo ha eseguito le danze dei “Carmina Burana” mentre sarà presto a Napoli la Compagnia del Balletto del Teatro Mariinsky, per interpretare “Il Lago dei cigni”. Ma non è soltanto per questo che si è premiata Mirella Barracco: già conosciamo il lungo lavoro svolto dal 1990 al 2000 con “L’Adozione dei Monumenti “ per i ragazzi delle scuole, che partito da Napoli si è espanso in tutta Italia, con educativi confronti e incontri. E non dimentichiamo l’iniziativa del Parco “Old Calabria”, dal titolo del diario di viaggio scritto da Norman Duglas nel 1915. A partire dal Gran Tour dei letterati europei che hanno visitato e scritto su quei luoghi la Fondazione ha inteso stimolare viaggi di conoscenza di quei siti ricchi di storia, cultura e tradizioni artigiane  risalenti ai bizantini.

Ancora una iniziativa promossa dalla Fondazione di Mirella Barracco, nell’autunno 2012, quella intitolata “L’altra lingua degli italiani” che ha portato a Napoli illustri professori dell’arte e della architettura le cui le stimolanti lezioni sono state rivolte ad insegnanti ed allievi nel costante riferimento all’uso di una lingua da non trascurare, quella dell’arte, propria di noi italiani.  Per tutto questo Mirella Barracco è stata premiata dalla Fondazione Mannajuolo.

L’altro illustre premiato, è stato il professore Renato De Fusco presente a Napoli sulla scena dell’Arte e dell’Architettura Italiana fin dagli anni del secondo dopoguerra quando, partecipò alla costituzione del “Gruppo Sud”, un gruppo astrattista-concretista di giovani artisti che esponeva nel primo “Blu di Prussia”. Nel 1964 ha fondato la Rivista “Op.cit” di selezione della critica d’arte, di Electa Napoli, oggi in pubblicazione quadrimestrale.

Tra le sue numerosissime pubblicazioni non posso fare a meno di ricordare “L’Idea di Architettura” del 1964 riedita da Einaudi nel 2003; “Storia dell’Arte Contemporanea” pubblicata nel 1983 per i tipi di Laterza e riedita nel 2006 da Einaudi; infine “La Filosofia del design”, Einaudi 2012.

Negli anni i suoi lavori come docente di Architettura, oggi emerito, alla Università Federico II, le sue numerosissime pubblicazioni ed i suoi progetti lo hanno condotto all’attribuzione del “Compasso d’Oro ADI” alla carriera, nel 2008. Oggi il conferimento del premio della fondazione Mannajuolo sarà ancora uno stimolo al suo continuo indagare.

 

 

 

 

David Bowes “Estasy”, 2013, cm 140x170, polimero sintetico su tela

 

Contemporaneamente, dal 26 settembre David Bowes è in mostra con le sue opere, in Galleria e nello Spazio Cinema (il film ripetuto di Friederike Schaefer  illustra i dettagli della vita e delle opere dell’artista attraverso l’intervista del curatore, storico dell’arte Alan Jones). Le opere sono giunte a Napoli per la  stretta collaborazione della Galleria parigina “Pièce Unique” di Marussa Gravagnuolo e Christine  Lahoud  con Mario Pellegrino e Beppe Mannajuolo. L’artista, nato a Boston nel 1953, vive attualmente a Torino, in una città gentile, ma è felice ed ansioso di ritrovare Napoli già da lui vissuta negli anni Ottanta. Osservando i lavori dell’artista ci accorgiamo che, nei colori, nei soggetti, nella gioia e nella malinconia le sue immagini non possono scindersi dalla storia della sua vita, dai ricordi dei giorni della sua giovinezza a Napoli che hanno contribuito a costruire la sua personalità artistica, incidendo profondamente nella sua formazione tanto da rendere per lui essenziale l’introduzione di alcuni personaggi partenopei, che noi potremmo definire stereotipi, necessari alla definizione del clima, del sogno.

E dal filmato apprendiamo, raccontati da Alan Jones, quanto abbiano inciso sulla formazione dell’artista, non solo gli anni a NewYork, dove conobbe l’arte di Warrol e di Beuys nella Galleria di Annina Nosei ed ebbe la felice opportunità di conoscere Lucio Amelio che, con intuito particolare e l’efficienza e l’organizzazione di un grande gallerista lo condusse in Italia,  proprio a Napoli, come aveva condotto  altri artisti, tutti oggi presenti, come il nostro artista, nella grande mostra “Terrae Motus”, che si conserva nella Reggia di Caserta.

A Napoli al giovane artista sembrò di arricchire la sua anima, nello spirito dei luoghi trasudanti antichi retaggi di civiltà illustri, a cominciare dalle orme grecoromane nel grande Museo Archeologico che lo  avvolse col fascino dell’arte greca e latina, ivi conservate, “semplici”, facilmente comprensibili eassimilabili, molto più  che l’arte rinascimentale con la sua prospettiva aulica.

 Dunque il pittore a Napoli, per i suoi insegnamenti culturali, indirizzati anche dall’amicizia  e dalla considerazione di Lucio Amelio per il giovane artista , furono formatori di uno stile figurativo, dalle colorazioni luminose, semplice, poetico, simbolico, che nei suoi ameni paesaggi, si arricchisce di personaggi significanti i luoghi e lo spirito che li abita.

 

 Maria Carla Tartarone, ottobre 2013


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