Mathelda Balatresi  con la Mostra

”Dialogo”

al  Palazzo Reale

 

 

 

 

 

Mathelda Balatresi, opera in mostra a Palazzo Reale, 2015

 

Il 9 aprile  è stata inaugurata a Palazo Reale la mostra “Dialogo“ della nota pittrice Mathelda Balatresi. Le immagini in mostra, dedicate spesso ad una coppia, incerta tra il si il no il bene e il male, il fiore e il serpente, tra l’intimo ed il conoscibile,  si esprimono con una  grafica delicata, precisa nelle linee intatte, senza interruzioni, quasi priva di colore. I rari oggetti o i rari animali che appaiono nei dipinti, aiutano la comprensione del rapporto tra la coppia, sono lì a significarne l’essenza.  Dell’artista, nata  dal gruppo di giovani artisti allievi di Emilio Notte, si conoscono i  lavori  a partire dagli anni sessanta, registranti le difficoltà delle donne a cimentarsi nei loro diversi ruoli come ricordava ancora Simona Barucco nel 1997. Contestazione che si precisò  nella formazione del “Gruppo XX” cui appartennero anche Antonella Casiello, Rosa Panaro e Mimma Sardella e che si manifestò vivacemente nella mostra da Lucio Amelio nel 1977 come testimoniava  Lina Mangiacapra.

 

 

 

 

 

 

Mathelda Balatresi, opera in mostra al Palazzo Reale, 2015

 

Molti sono stati i critici che hanno scritto sulla Balatresi: già  nel 1967 Bonito  Oliva parlava di  “immagini felici” e per le tante mostre, partendo dal 1972 hanno scritto gli specialisti Gino Grassi su Napoli Notte ed Ela Caroli su Paese Sera  a proposito della mostra sul Vaso di Pandora in cui erano raccolti “tutti i mali della donna”. Tra i tanti scritti emergono le critiche di Arcangelo Izzo, Mario Maiorino, Lina Mangiacapra, Filiberto Menna, Riccardo Notte, Paola Santucci, Mimma Sardella, Nicola Spinosa e Lea Vergine. Via via nel tempo  hanno interpretato le sue mostre Rosario Pinto, Ugo Piscopo,  Marinetta Picone Petrusa, Enrico Crispolti, Raffaello Causa, Armando Miele, Stefano di Stefano, per citare solo quelli a me noti. Questi scritti denotano il successo ed il valore dell’artista e della sua evoluzione verso modi  essenziali, esteticamente  nitidi ed eleganti nelle sue sfumate immagini definite dalle linee delicate delle opere odierne. Un percorso ammirevole, da conoscere.

 Maria Carla Tartarone, aprile 2015

 

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