In Marzo per la Festa delle Donne

ricordiamo alcune

artiste dell’Arte  Contemporanea

 

 

 

 

 Uno scorcio dell’Orto Botanico di Napoli

 

Nei secoli lontani le donne artiste erano eccezioni, dalla vita difficile e tormentata. Del Cinquecento  ricordo Sofonisba Anguissola, pittrice ufficiale della Corte di Spagna, dal 1559 al 1580; del Seicento Artemisia Gentileschi, che fu presso l’Accademia di Pittura di Firenze, che aperta nel 1562 accolse le donne  solo dal 1616; dello stesso secolo Barbara De Longhi pittrie di nature morte; del Settecento Rosalba Carriera ritrattista veneziana e la più nota Angelica Kaufmann; dell’Ottocento  l’americana Georgia ‘O Keefe (1887-1986), la cui fama giunse fino da noi.

Oggi le artiste hanno finalmente conquistato un grande spazio e per la festa delle donne,  desidero ricordare brevemente alcune artiste che ho conosciute e che negli ultimi anni hanno portato in mostra le loro opere, esprimendosi anche nel campo della Fotografia che si diffuse a Napoli intorno al 1840 e che oggi, dagli anni Ottanta, emerge con una Scuola di grandi fotografi-artisti che hanno raggiunto, nella loro ricerca, la Videoarte e l’Arte Interattiva.

Tra gli studiosi che si sono occupati della storia della Fotografia, considerandola arte e ricordando quanta parte avesse avuto in Europa la scuola napoletana, Cesare de Seta, già dal 1970 prese a stimolare la ricerca in questo campo con numerose pubblicazioni, partecipando alla mostra di Giuseppe Pagano a Bologna nel 1979 e promuovendo con  Mimmo Jodice un progetto di opere collettive su temi sociali che lo  portò  alle considerazioni del Catalogo della mostra del 1981 “Sette fotografi per una immagine“ e, poco dopo, alle riflessioni sulla fotografia in “Architettura, ambiente e società a Napoli nel 1700” (Einaudi 1981).

Negli anni Ottanta altri studiosi pubblicarono volumi sulla Fotografia a Napoli. Ricordo  una ricerca effettuata  alla Scuola di perfezionamento di Storia dell’Arte di Ferdinando Bologna, conclusa col volume “Immagini e città. Napoli nelle collezioni Alinari e nei fotografi napoletani fra Ottocento e Novecento” (Gaetano Macchiaroli, 1981) curato dalle storiche dell’Arte Daniela  Del Pesco e Mariantonietta Picone Petrusa.

Credo ultimo di quel decennio, nel 1989, fu, poi, “Napoli in posa. 1860-1910. Crepuscolo di una Capitale” (Electa) curato da  Gaetano Fiorentino e  Gennaro Matacena con saggi di Paolo Macry.

Negli anni,  a Napoli, Villa Pignatelli è divenuta “la casa della fotografia” ospitando interessanti mostre   come quella chiusa in questi giorni “blowup fotografia a Napoli 1980-1990” che ha focalizzato l’attenzione sui fotografi emergenti in quel decennio a noi ben noti e tra questi anche alcune donne: Cindy Sherman, di origine americana,  già presente in una personale da Lia Rumma nel 1988 e da Lucio Amelio nel 1989, Marialba Russo napoletana e Antonia Mulas in una retrospettiva.

Un ultimo libro sulla fotografia è stato presentato al Caffè Gambrinus alla fine di Febbraio “Fotografia la radice napoletana” di Dora Celeste Amato, presentato da Aurora Spinosa e Pietro Gargano,  vi notiamo, assieme alla presentazione delle opere di  nove artisti noti (Barbieri, Biasucci, Donato, Ferraro, Giannini, Jodice, Pipolo, Riccio, Siano) anche due donne: Grazia Lombardo e Raffaela Mariniello, già autorevoli artiste.

Queste delle donne nella fotografia potrebbero considerarsi presenze limitate se io non citassi anche altre fotografe:  già nel 2012 abbiamo visto al PAN  per “Nina”, acronimo di Nuova Immagine Napoletana, esporre alcune artiste fotografe come Chiara Coccorese  con la sua  “Morte di Partenope”, la bellazza che muore tra i rifiuti espressa in una grande fotografia digitale e Celeste Bufano con “After Work” E nello stesso 2012 ancora in una folta collettiva  al PAN,  in “Oltre la Paralisi”,  diverse artiste: insieme alla scultura  in alabastro di Sasi Menale, si sono viste performances poi riprese in video, di Chiara Alborino, Conni Calotto,  Anna Maria Saviano, Azzurra Mozzillo, Gilda Rotello, Melania Oppenheimer di Leo. Ed anche la video-arte affascina le nostre artiste. Ricordo una mostra di  Carla Viparelli, che dopo aver presentato, alla Conchiglia di Capri “Costanzo uomo delle Coste” nel 2012, una delicata mostra di fotografia e pittura, tra fantasia e realtà, un anno dopo la sua nuova ricerca si esprimeva, “Al Blu di Prussia”, ricoprendo le pareti della Galleria con  immagini in movimento.

Ma non solo fotografia: è stata importante nel 2012 la mostra al Museo Archeologico di sculture in bronzo, rame, argento, cera, lamina di piombo, “Tra sogno e mito: creature di Prometeo” insieme a  una serie di piccole sculture, “Rocky”, di Marisa Ciardiello , profonda conoscitrice della scultura classica.

Desidero citare anche le accurate indagini di Maria Pia Daidone sui materiali e sugli animali trasferite in garbate immagini e sculture in “Zoofantasy“ al Museo Zoologico di Napoli e poi in “Oronerorame” con altre ricerche materiche (rame, cartone, plexiglas) a Castelnuovo e al Pan e, dopo numerose mostre, ultimamente alla “Casa di U’ “ in via Carelli al Vomero.

 Nel 2013 un’ ampia mostra “Natural-mente”, ha ornato la Serra del  nostro  Orto Botanico, una collettiva tutta femminile di sette note artiste: Chiara Corvino, Assunta Colucci, Clara Rezzuti, Ilia Tufano, Giosè Bonsangue, con due straniere, Carol Le Pers, Jocelin Lauren.

 Ma le donne artiste da salutare, citandole brevemente,  sono ancora tante, rimandando poi alle prossime mostre una più accurata informazione:

 Loredana d’Argenio esprime nelle sue opere una decisa astrazione collocandosi nell’ambito dell’espressionismo astratto.

Floriana Iuvaro, artista caprese, insieme alla pittura ad olio, che utilizza per i ritratti, ama anche la  lavorazione del fil di ferro ad uncinetto. La sua ultima mostra è del 2014 nella Galleria di Laetitia Cerio, “Contaminazione mimetica”.

Silia Pellegrino, versatile e nota artista, la cui ultima mostra, “ Il lamento del Bidone-Esortazione verso la salvezza” nel 2008, si è svolta nella Galleria il Bidone, a cura di Rosario Pinto, quando a Gerardo Marotta fu conferito il premio “Il Bidone d’oro”.

 Maria Petraccone caprese,  ha esposto negli ultimi anni a Capri alla fondazione Cerio e ad Anacapri all’Eden Paradiso e nel 2010 in “Marzo Donna” al Maschio Angioino.

 Filo Pezzullo, oltre che per i suoi animali che predilige, è nota per la sua mostra “Al Blu di Prussia” “Trame” in cui ha messo in mostra la sua produzione di arazzi tessuti a mano dai brillanti colori.

 Nuccia Quarto, pittrice nota per i suoi grandi splendidi fiori, unici. Taluno in mostra permanente nelle sale del Cinema Filangieri.

 Maria Racana Terracciano, ultimamente ritrattista, con le sue pitture  esalta eteree figure di donne.   L’abbiamo vista “Al Blu di Prussia” nel 2012  con l’antologica “L’aria delle donne”  ed al Pan nella collettiva di “Mattino/Arte” dello stesso anno.

 Clara Rezzuti, notissima artista promotrice della mostra all’Orto Botanico del 2014, vista nel 2012 “Al Blu di Prussia” con il suo mondo sottomarino luccicante “E il naufragar m’è dolce in questo mare. Marini pesci preziosi.”

 Ilia Tufano, artista, gallerista, studiosa di filosofia. I suoi soggetti preferiti sono il mare che abbiamo visto spesso:”Maremotus” “Marembo” (2007), ”Mare” e “Maretondo” (2008) e gli “Aiku”, quaderni dell’anima, proiezioni del suo universo psicologico. Universo che si esprime in linee geometriche e nei colori delicati e decisi  nelle stesure.  Tra le sue ultime mostre nelle Prigioni di Castel dell’Ovo, nel 2013, abbiamo visto la personale “La pittura e le parole” e nel 2014 e, a Villa Bruno, la collettiva “7 Artiste per  Massimo Troisi” in cui ogni artista ha partecipato alla creazione di un libro per evidenziare la personalità e la sensibilità del noto artista scomparso.

 

Auguri a tutte da Maria Carla Tartarone, marzo 2015

   

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