ArteAS di Maurizio Siniscalco
Mette in mostra a Villa San Michele ad Anacapri
“La Capri esotica di Axel Munthe”
di Ernesto Tatafiore

 

Ernesto Tatafiore, immagini dalla mostra nella villa di Axel Munthe ad Anacapri,2013

 

 ArteAs di Maurizio Siniscalco mette in mostra un ciclo di opere di Ernesto Tatafiore, dedicate a “La Capri esotica di Axel Munthe” nella villa  del famoso  medico svedese, oggi sede del Consolato onorario di Svezia noto per la cura assidua del luogo ospite di  mostre  e concerti  per lo più estivi.

 Le opere di Tatafiore, in mostra a cura di Peter Cottino e Maurizio Siniscalco, sono visitabili nel patio con accesso dall’appartamento privato, anche questo assai raro a vedersi, e sono esposte tra le colonne e gli archi, tra gli alberi ed il mare che le hanno ispirate.

Le tavolo dedicate alla persona del medico scrittore, alla sua immagine, non solo fisica, ma alla sua personalità, alla sua opera nel napoletano ai tempo del colera del 1884, al suo amore per le classicità e per i reperti scultorei e pittorici, nonché per le pietre stesse delle antiche costruzioni che imparò ad amare una per una, anche se prive di valore artistico, ma per lui, proveniente dalla Svezia e da una giovinezza trascorsa in luoghi straordinari d’Europa, dopo un breve approccio giovanile a Capri, costituiscono un Corpus interpretativo psicologicamente sottile del clima sereno in cui visse Axel Munthe negli anni  della realizzazione del suo mito: la Capri di Tiberio ricostituita pietra su pietra nella sua villa, nel suo eremo  in cui si dedicava agli scritti  che raccoglievano le memorie e gli interessi della sua vita.

 

 

 

 

Ernesto Tatafiore, immagini dalla mostra nella villa di Axel Munthe ad Anacapri, 2013

 

A questo riguardo particolarmente rilevante mi appare la lettura delle sue memorie autobiografiche nel romanzo  “La Storia di San Michele” in cui l’autore percorre tutta la sua vita, dalla prima giovinezza in cui gli capitò di conoscere i luoghi di Anacapri ed imparò ad amarli, ai periodi in cui vi ritornò e prese a costruire la sua casa, fino alla sua vecchiaia in cui poté godere di quel giardino, di quel patio in cui oggi sono esposte le opere di Ernesto Tatafiore. Nel libro può cogliersi l’animo, la personalità dell’uomo che seppe vivere i suoi anni con straordinaria onestà intellettuale e godimento della storia di quei siti e di quelle pietre valide in quanto ritrovate in quei luoghi, i luoghi della storia di Tiberio, qualunque fosse il valore artistico loro attribuito.

 Ernesto Tatafiore nei  suoi numerosi acrilici su tela esposti  nel giardino e nelle immagini raccolte nel catalogo “La Capri esotica di Axel Munthe” con la sua maniera nitida,  con i suoi disegni definiti dalle linee precise in cui distende i suoi colori  brillanti in cui prevale il rosso,  interpreta l’animo dei luoghi e del personaggio, il suo profilo psicologico essenziale, nella giovinezza della sua “prima volta a Capri”,  nelle passeggiate col  suo cane, nelle sue donne: Rosina, Giovannina, la inarrivabile marchesa Casati, nei suoi amici dell’isola, Vittorio Massimino e nei  simboli del luogo: “Napoli bivulcanica” il vaporetto, i faraglioni,  la “Sfinge egizia-Sfinge etrusca”,  i pesci guizzanti.  E Tatafiore inoltre  si inserisce molto bene nel patio, lo precisa e ne interpreta l’animo, gli dà vita con i suoi quadri sempre significativi e piacevolmente estetici..

 

 Maria Carla Tartarone, luglio 2013

 



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