Al Pan, Terza Biennale de

“Il libro d’artista”

alla Biblioteca Croce parte la mostra itinerante  de

“Il libro dipinto”

 

 

 

terza Biennale 2015, al Pan, uno scorcio

 

Al Pan, il 3 aprile è stata inaugurata la terza edizione della Biennale de “Il libro d’artista” curata da Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma. Questo ramo dell’arte contemporanea ha goduto nelle Biennali precedenti di grande fortuna critica, attirando un sempre più cospicuo numero di artisti. Questa volta al Pan è sembrato che i vasti spazi del primo piano addirittura  non  fossero sufficienti per la visione di ben duecentocinquanta opere libro, molto attraenti dal punto di vista estetico ed interessanti per gli spunti che gli artisti hanno saputo cogliere da testi ed autori della letteratura contemporanea ma anche dalla letteratura  delle origini classiche come è stato per Ilia Tufano che ha tratto la creazione del suo libro di disegni in bianco e nero, dall’Odissea di Omero. Del resto conosciamo le molteplici creazioni, geometriche, o libere nelle linee e nei colori, dei libri e dei quaderni della Tufano di cui vediamo un esempio anche nella mostra itinerante de “Il libro dipinto”, iniziata il 30 marzo.

 

 

 

 

Al Pan, Ilia Tufano per  Il libro d’artista, “Odissea”, frammenti

 

 Che cosa è dunque il libro d’artista? E’ un libro che lascia libero l’ideatore di esprimere appieno la sua fantasia grafica e l’intimo del suo animo creatore ispirato a letture di grandi autori. Molti sono gli artisti partecipanti con l’entusiasmo della prima volta. Oggi l’evento appare ancora quasi una novità nell’esaltazione creativa in cui si esprime, nell’utilizzo di materiali diversi, sovrapposti, colorati. Ma non è affatto una novità se ricordiamo i codici miniati  ed altre testimonianze storiche delle rappresentazioni e decorazioni dei testi delle antiche letterature e se, alla fine dell’Ottocento venne  creato da Mallarmé il libro “Un coup de Dés jamais n’abolira le Hasard” in cui l’autore fuse testo e immagine grafica, anzi tipografica, a sfidare il “caso”, questa circostanza particolare negata da molti e da altri raccolta come un “colpo di fortuna”. E da allora i movimenti artistici che si susseguirono, a principiare dai surrealisti, ebbero ad esprimersi anche nella costruzione di libri come fecero i futuristi che sostituirono la carta con pagine di metallo, vetro, cemento, come “L’imbullonato” di Depero (1927), in alluminio, “Il Litolatte” di Marinetti (1932), sempre in metallo, fino ad oggi, alle opere “inutili” di Munari; senza dimenticare gli utilizzi di libri nelle opere del Gruppo 70 e poi  in quelle dell’Arte Povera introdotte da Celant; non mancò di parteciparvi l’Arte Concettuale di Agnetti, che riprese la teoria filosofica del “caso” che aveva stimolato Mallarmé e i suoi contemporanei.  Se ne avvalsero anche  Pistoletto, Isgrò con Fluxus e poi le ultime correnti come il Nouveau Réalisme di Restany  e il movimento Gutai di Shozo Shimamoto stimolato anche dalle teorie orientali.  Le ultime interpretazioni sono le installazioni del libro, divenute prevalenti con la Mail Art di Ray Johnson, che vede in Italia autori come Baroni, Diotallevi, Gini e Maggi in “opere laser” come “Il peccatore casuale” e “Una lunga linea silenziosa”. Hanno partecipato alla esposizione anche gli artisti e gli studenti dell’Archivio di Ruggiero Maggi “Non solo libri”, gli artisti dell’Archivio “Gala” di Rossella Quintini  e gli  studenti dell’Accademia di Brera.

 

 

 

 

Gabriella Pesacane Archi, creazioni ispirate al romanzo “Korallion” di F. Franchini

 

Durante la mostra si é vista la  performance di Murat Onol,  “Sono”, con la collaborazione di Emre Aypar e le performances di Enzo Correnti, di Gino Sansone  e  di Agnese Viviana Perrella progetto “E’ arrivato l’ambasciatore”.

 Non si può non mettere accanto a questo evento l’iniziativa de “Il libro dipinto” che comprende un numero scelto di circa settanta artisti partecipanti ed ha preso l’avvio dalla collaborazione di studiosi e storici dell’arte quali Antonio Filippetti e Gianpaolo Paladino, dell’Istituto Culturale del Mezzogiorno e della Libreria Iocisto, ultima creazione degli intellettuali del Vomero.

La mostra itinerante de “Il libro dipinto” accompagnata  da conferenze illustrative, è partita dalla Biblioteca Croce del Vomero il 30 marzo, per poi proseguire il 2 aprile nella stazione della Metropolitana  di Piazza Vanvitelli, seguendo all’Istituto di Studi Filosofici, alla Biblioteca Nazionale per concludersi a Castel dell’Ovo. Le opere letterarie che hanno ispirato la fantasia creatrice degli artisti appartengono alla contemporaneità (Baricco, Calvino, Eco, La Capria,  Ortese, Saviano). Tra le più giovani artiste, ispirata all’ultimo libro di Fiorella Franchini, “Korallion”, è Gabriella Pesacane Archì che ha messo in mostra i suoi oggetti, non solo libri, ispirati agli ambienti del romanzo notevolmente stimolanti. Molto indietro nel tempo è andata Ilia Tufano ispirandosi ad una delle “Operette Morali” di Giacomo Leopardi, con “Elogio degli uccelli”. Sarebbe doveroso citare i tanti artisti presenti in entrambe le mostre con entusiasmo e tanto lavoro, ma sono veramente molti; sta in me incitare i lettori a visitare entrambe le mostre, nate dalla necessità di perseguire arte e letteratura, senza distinzioni.

 

 Maria Carla Tartarone, aprile 2015

 

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