in Marzo:

nella Galleria di Dino Morra “Duediduedidue”

 

 

Eugenio Giliberti, “Data Base”(dettaglio), matita su carta,2014

 

Dino Morra nella sua Galleria al Vico Belledonne a Chiaia mette in mostra “duediduedidue” con solo due opere, un video, de Gli Afterall, e un racconto in sequenze disegnate di alberi di melo, di Eugenio Giliberti. La mostra è a cura di Chiara Pirozzi ed Alessandra Troncone.

Gli Afterall sono due fratelli, Silvia ed Enzo Esposito che vivono tra Napoli e Città del Messico. In città sono già noti da tempo, hanno infatti esposto al MADRE ed a Villa Pignatelli. All’estero sono altrettanto noti e saranno presto in Messico per una “residenza artistica” invitati dall’Azienda “A Glass Brand”. Il loro lavoro mostra l’ultimo percorso della contemporaneità in fotografia: una videoinstallazione, “Paesaggi involontari”, la sintesi di una ricerca svolta con gli alunni di tre scuole di Napoli, cui era stato chiesto di “donare un’esperienza”, poi riportata nel video “Accaduto”. E’ un ritorno comunicativo dell’esperienza richiesta, divenuta colloquio.

Due realizzazioni completamente diverse: Eugenio Giliberti propone “Data base” un disegno seriale di alberi di melo spogli, alberi disegnati nei loro elementi primari, classici percorsi di segni nero su bianco, tersi. Anch’egli napoletano esordisce negli anni Ottanta stimolando un gruppo di artisti, “Evacuare Napoli” che praticano, nel mezzo ella Transavanguardia, il ritorno al figurativo ed alla pittura. Nel 2006 si trasferisce in campagna a Rotondi dove fonda “Selve del balzo” una piccola comunità che lavora i legno prodotto dai boschi ed utilizzato in parte anche per opere di sua ideazione. L’ultima sua mostra, un’antologica, “Ho le mani impegnate e sto pensando” si è svolta al CIAC-Castello Colonna di Genazzano nel 2013. Sua ultima iniziativa è il “Progetto per un Orto Civile” scaturito dai dati tratti da un’indagine nella sua Masseria.

 

 

In Castel dell’Ovo

la Mostra “Segrete”
a cura di 1Opera
di Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore

 

 

 

Arturo Ianniello, metallo, legno e carta,73x73x300, 2014 

 

E’ recentemente terminata la Mostra “Segrete” presentata dalla Galleria 1Opera, sita nel Palazzo Diomede Carafa al centro antico di Napoli, sul Decumano Medio, a cura di Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore. Questa volta le grandi installazioni ed il numero di artisti ha trovato ampio spazio nelle Prigioni del Castel dell’Ovo. Il Castello è stato altresì oggetto di una approfondita ricerca sulle origini del sito, sul suo nome e sulle sue segrete prigioni, terribile asilo nei secoli per i disturbatori dissidenti a dir poco, a partire da Romolo Augustolo e per tanti altri illustri nomi nobili fino a Carlo Poerio e a Luigi Settembrini, come ricordano i curatori della Mostra.L’aspetto storico-culturale della mostra sembrerebbe aver prevalso, nei media, sull’arte contemporanea esposta, che ha ceduto volentieri il passo alla Storia di Napoli che è anche Storia dell’Arte Universale. La drammaticità del sito e della sua storia ha ispirato gli artisti che hanno tradotto nelle opere, secondo la loro maniera, le riflessioni suscitate dai personaggi del passato.Rispetto ad una delle ultime mostre del 2013, “Art for Rent”, abbiamo trovato molti nuovi nomi , in parte di artisti stranieri, mentre abbiamo incontrato nuovamente Arturo Ianniello, Corrado La Mattina, Daniela Politelli, Aria Secca. Gli artisti del folto gruppo sono: Alessandro Bavari, Krzysztof M. Bednarski, Arturo Ianniello, Nadia Al Issa, Choi Jaeyong, Marta Jovanovic, Hye joo Jun, Dejan Klincov, Corrado La Mattina, Daniela Politelli, Aria Secca, Changan Son, Zero-T, Constantive Zlatev.
 
Maria Carla Tartarone, 5 Aprile 2014

 

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