LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

 

MAURIZIO SOLDINI e la realtà nella nostalgia

La poetica di Maurizio Soldini nasce dalla realtà, nella quale si approssima la frammentazione del vissuto, e dalla nostalgia per la bellezza nasce la sua poesia. Ha iniziato a scrivere sul crinale dell’adolescenza e a soli venti anni ebbe un attestato di stima da parte di Eugenio Montale. Nella sua poesia c'è convinzione della lingua poetica, che è fredda quel tanto che basta a renderla epigrafica con una secca e forte energia linguistica, che non entra in rotta di collisione con il linguaggio strumentale, con il quale, anzi, si pone in posizione di continuità e di assimilazione. Poesia, aggiornata ai canoni della contemporaneità, ove c’è un’indubbia tensione lirica e musicalità. Come ha rilevato Maurizio Cucchi, Soldini ha un verso molto denso, riferito all'endecasillabo con frequenti, sottili trasgressioni e buon uso dell'enjambement. Inoltre egli introduce immagini e associazioni anche ardite, come nella poesia: «Le smagliature del tempo appese /come un fucile carico a salve /ai muri degli zigomi distratti /dagli occhi che non sanno dove /andare nelle amare traverse /degli stabbi dove si accumula /la sorte di chi nasce al nembo /di una ventura chiusa ai desideri /mentre il cavallo scalpita veloce / incontro ad un mattino intermittente», presente in Frammenti imprevisti. Antologia di poesia contemporanea, Kairos, 2011. Soldini è presente in diverse antologie e ha pubblicato quattro raccolte di versi. Ha pubblicato le  raccolte di versi: Frammenti di un corpo e di un'anima (Aracne, 2006), In controluce (LietoColle, 2009), Uomo. Poemetto di bioetica (LietoColle, 2010) e La porta sul mondo, (Giuliano Ladolfi Editore, 2011). Molti critici si sono occupati della sua poesia con lusinghieri apprezzamenti.