LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

La fantasia, nei festosi raggiri dell’immaginazione, gioca a rincorrersi per esplodere nella luminosità sempre compresa della parola. L’approdo espressivo è nei colori di ogni poesia Ottavio Rossani  (Sellia Marina, 1944), per 40 anni al Corriere della Sera, prima come redattore poi  come inviato speciale, ha scritto di politica, economia, cultura, cronaca. Ha intervistato molti personaggi in Italia e all’estero. Ha viaggiato nei diversi continenti, in particolare in lungo e in largo per l’America Latina. Laureato in Scienze politiche e sociali, per alcuni anni è stato assistente in Letteratura italiana contemporanea nella  università di Milano. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Le deformazioni (1976); Falsi confini (1989); Teatrino delle scomparse (1992); Il fulmine nel tuo giardino (1994); Hogueras (1998); L’ignota battaglia (2005); alcuni saggi, e il romanzo: Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Dal dicembre 2007 è responsabile del blog dedicato alla Poesia sul Corriere della Sera on-line (http://poesia.corriere.it). Attualmente collabora con il Corriere della Sera. Scrive : “Venivano i guitti con i carrozzoni/ a recitare storie nella piazza,/ tentazioni e miracoli di diavoli e santi/ Ardevano i ragazzi a sbirciare/ oltre i finestrini le femmine procaci./ La sera il prodigio della rappresentazione/ agitava le più smodate fantasie./ L’indomani quegli eroi eleganti e festosi/ facevano colazione nel bar di lusso./ Nomadi, liberi, ricchi e sorridenti,/ così almeno ci apparivano,/ ed erano l’invito pressante ad andare via.” Il fluido linguistico implica alcune densità di espressione che fanno di questo autore una complessa vicenda di scrittura.

 

 

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