LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

 

Melillo l’endecasillabo per la filosofia

Un mulinello sfolgorante che si nutre di immaginazioni e di memorie , intrise quasi sempre di quelle domande che si ripetono ad ogni sussulto : amore, morte, tempo trascorso, e tempo a venire . La quotidianità diviene cerchio di platino, che attende le mosse discrete del nostro pensare, nel debole filo che lega giorno dopo giorno alle illusioni e alle speranze. Poesia attenta, pacata, morbida, che si offre incisiva nella sua personale luminosità culturale, nell’incalzare degli endecasillabi, che cercano con lucidi incensi di addensare l’ambra tra gli aromi ritrovati nel silenzio delle gemme- .

Antonio Melillo è nato nel 1976, docente di lettere in un liceo di Torino, è nel comitato scientifico del sito di filosofia della letteratura www.philosophyofliterature.org; è direttore e curatore della collana Memoire e Cervo volante, presso la casa editrice Limina mentis; consulente editoriale per la letteratura latina presso la casa editrice L’Arca felice. Nel 2012 pubblica in traduzione una selezione di poesie da Antonio Machado (Locanda del Re pescatore); Resta un’orma, un’ombra... testi poetici da Catullo (L’Arca felice). Scrive : “Una scarsa primavera col sole/ che matura vento e acuisce i ricordi,/ un lieve sanguinare dalle bocche,/tra le mani le vittime del giorno:/ troppe le pasque a svilire il risorto,/ è la morte che perdura la vita,/ poco più che un riparo il panorama/ della natura, non ridare nulla/ se non se stessa, le dita spelate/ spezzando il pane; è un assedio di terra/ questo mare, un limite senza fine,/ ogni sera promette balenando/ un tramonto tra le crete del cielo,/ cade la luna, a strusciare le nocche/ lungo i muri si bagna il pianto.”

 

 

 

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