LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

 

KETTI MARTINO tra nuvole, colori e illusioni.

Con passo lieve, la poetessa ci conduce nella luce soffusa delle sue stanze interiori, progetti in cui l’intimismo autobiografico e l’oggettività poetica accarezzano il nudo e coraggioso tentativo di dare un’innovativa struttura sintattica al tormento interiore, alle angosce del meriggio, all’ordinaria straordinarietà  del quotidiano. Ketti Martino, nata a Napoli, laureata in filosofia, ha insegnato nella scuola pubblica e si è occupata di promozione teatrale e musicale. Ha pubblicato testi poetici in diverse antologie, finalista al premio “I giardini dell’anima”. Suoi racconti sono presenti in rete. E tra i curatori dell’Enciclopedia degli scrittori inesistenti,  di Giancarlo Marino e Aldo Putignano, Boopen Led, 2009. Nel 2010 ha pubblicato la silloge poetica I poeti hanno unghie luride, Boopen Led. - Nel 2011 ha curato, assieme alla poetessa Floriana Coppola, l’antologia poetica ‘La poesia è una città’, Boopen Led editore.

Ha preso parte a numerosi reading ed eventi letterari. Scrive : “I poeti hanno unghie luride/ e occhi fissi/ guardano come lupi/ l’altro che siede accanto/ e non si voltano a cercare gesti./ Amano il vento/ che spettina i capelli/ e confidano nella notte/ che straripa rime ingorde./ Pensano poche cose/ ma le pensano davvero/ perché credono alla magia della parola ferma/ e al miele sul pane caldo la mattina.// I poeti hanno unghie luride / perché si grattano la pancia / mentre scrutano le stelle/  invocando il dio dei disperati/ ché legga i loro versi empi./ Fanno una prece/ per chi li compra/ cogliendo come acini d’uva/  i sogni di tutta una vita.”- Il suo verso incisivo si snoda come una musica tra cielo e stelle, tra nuvole e illusioni, tra speranza e dolore.