LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

 

"MARCO GIOVENALE tra le parole sepolte"

 

 

Il rifugio, il riparo, la dimora della parola sepolta e ritrovata. divengono il senso sotterraneo di una poesia tesa tra l’esperienza ed il nascondersi, tra il serrarsi continuo degli spazi ed il riverbero della materia pulsante. La lingua si organizza in un nuovo ordine, non stabilito, ma sempre in movimento. E così  c'è sempre la descrizione,  un puro fardello della ricerca disincantata.

Marco Giovenale (1969) vive e lavora a Roma, come editor e traduttore. Il suo libro di poesie più recente è Shelter (Donzelli, 2010). Redattore di http://gammm.org, «bina», e di alcuni spazi web non italiani. Suoi testi sono comparsi su «il verri», «Poesia», «Nuovi Argomenti», «Rendiconti», «Semicerchio», «Il Caffè Illustrato», «l’immaginazione», ed altre.Ha pubblicato: Criterio dei vetri (Oèdipus, 2007), La casa esposta (Le Lettere, 2007), Soluzione della materia (La camera verde, 2009), Storia dei minuti (Transeuropa, 2010), Quasi tutti (Polìmata, 2010). Presente in diverse antologie e quaderni di critica.. Per Sossella ha curato nel 2008 la raccolta di Roberto Roversi, Tre poesie e alcune prose. La sua pagina web è http://slowforward.wordpress.com –Scrive : “ Non si libera dagli aghi, se ne veste./ Vive nell’ultima stanza – ogni volta/ sta varando il vascello con lo sguardo/ nella fontana fuori, dove la potrebbero/ condurre ma non vuole, dai sette anni/ mentali e non mentali non si strecciano/ il colore cenere – la testa, gli occhi./ Non possono trovarla assiderata./ Piuttosto a contare sul balcone, che sarebbe/ il margine alfa della storia, da dove/ la contesta e può ascoltarla; due/ fibbie alle scarpe slacciate, rientra/ sempre e cammina sempre scalza contro/ la parete. Lì sta bene. Lì – dice alla fine/ della casa – mi riconoscete./ Chi manca è più nitido,/ si prende la ragione”