LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

Rodolfo Di Biasio e la cifra della interrogazione

 

Attraverso un lavoro più che quarantennale, in cui a testi di poesia (di essi un’ampia antologia è Altre contingenze (1999) tradotta negli USA e in Spagna) si alternano scritti in prosa (l’ultimo romanzo è I quattro camminanti (1990, ristampato nel 2008) e attività critica, Di Biasio si è mosso su un itinerario coerente e coeso, la cui cifra resta sempre quella di una interrogazione composta e classicamente sorvegliata eppure drammatica sul significato di una parola, che tra suoni e silenzi tenta di riflettere l’orizzonte degli eventi e delle cose.

Negli ultimi anni ha scelto come mezzo espressivo la dimensione del poemetto, ove la classicità non si nutre dell’illusione che possa essere ricomposta la funzione sapienziale della poesia o che sia possibile in qualche modo trovare l’armonia perduta, perché  il destino dell’uomo appare ormai segnato dalla vocazione alla solitudine e al silenzio. Rodolfo Di Biasio è nato a Ventosa nel 1937. Vive a Formia. Ha diretto, dal 1969 al 1982, prima “L’Argine Letterario” e poi “Rapporti”. Ha lavorato per la Rai. Collabora a riviste e quotidiani con recensioni e saggi. Scrive, fin dalla sua fondazione, su “America Oggi”. Suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue e compaiono su riviste e antologie italiane e straniere. La tensione verso ciò che è inarrivabile consente al poeta di ricavare dallo spazio del poemetto il tempo della riflessione- Scrive: “Ancora inverno:\ il puntuale inverno\ e il suo grido di muschio\ È più fermo questo:\ come più ferma la pena del passero,\ il suo sonno in desolate radure\ Dai pozzi nei piovaschi\ altre stagioni\ o tracce ingrigite\ di sortite improbabili\ Null’altro\ in questo spoglio silenzio\ Batte qui il sangue i suoi labili segni\ e s’addentra l’anima\ procede sempre più sola\ tenta essa\ la regione inarrivabile del puro.”

 

 

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