LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

 

Matteo Chiavarone o il gioco dell’ignoto

 

Le parole che sgorgano per un ritmo serrato della ricerca dispongono ad illusioni pregne di quella luminosità unica e determinante per il pensiero filosofico che ci avvince.

Matteo Chiavarone nasce a Roma nel 1982. Si laurea prima in Lettere con una tesi di Filologia della Letteratura Italiana nella quale pubblica alcune lettere inedite del poeta Giosue Carducci appartenenti al Fondo Patetta della Biblioteca Apostolica Vaticana, poi in Italianistica con un lavoro su Curzio Malaparte che prova a ripercorrere la vicenda umana, politica e letteraria del controverso autore pratese.

Dal 2006 al 2008 ha lavorato presso la Giulio Perrone Editore ricoprendo vari ruoli; dal 2008 è caporedattore de IlRecensore.com. Nel 2010 ha diretto la collana poetica “Lab city lights” per la Giulio Perrone Editore. Sempre nel 2010 ha fondato, insieme a Dario De Cristofaro, il portale culturale “Flanerí” (www.flaneri.com). Ha pubblicato le raccolte poetiche Gli occhi di Saturno (Perrone, 2006) e Blanchard Close (Perrone, 2011). Nel 2011 è uscito il saggio «La guerra degli uomini». L’Europa ferita a morte attraverso i libri «famigerati» di Malaparte (RivistaDiPolitica, Rubbettino, 2011). – Scrive: Tu parli dell’onnipotenza di dio/ ed io penso ad un gioco di forze/ bene o male giusto o sbagliato/ padre padrone, sindrome patriarcale;/ io ti dico che la lingua è potente/ perché con essa si può dire di tutto;/ tu ridi, mi guardi e mi chiedi:/ cosa c’entra Saussure con la religione?- Il sottofondo sfiora la memoria per scavalcare ignoti panneggi, il colore e il ricordo rassomiglia ad un piccolo enigma che vorremmo e potremmo risolvere con il tocco della poesia.



 

 

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