LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

"DOMENICO CARA e la poesia come icona"

Molto spesso nascono riflessioni sulla realtà , in lingua e in spirito. Ecco una indubitabile e singolare poesia che si propone nei versi lunghi, senza metri prestabiliti né rime ricercate. Le parole di Domenico Cara sono simili alle icone, che nella loro complessità raccontano panorami multicolori e visioni impegnate, tra la verità irraggiungibile ed il quotidiano irrequieto.

Domenico Cara è nato in Calabria , ma vive da moltissimi anni a Milano, sua città preferita sotto tutti gli aspetti. Giornalista, editore, scrittore d’arte e di letteratura , autore di numerosissimi aforismi, ha pubblicato una ricca serie di libri di poesia, saggistica, prose, in più codici espressivi. Sulla sua opera sono state edite quattro monografie. Scrive : Evidenza : “So che ogni stagione dice poco / le sue bugie in fatto di salute, / ed è scontato che il silenzio / accudisca la solitudine, e certe / ragioni disquisiscano intorno / a tutto quello su cui si dubita / insieme; le stesse favole tentano / di aiutare i bambini a riprendere / sonno, e credo sia normale che / i sogni si leggano come primo dettato.” –

Il vissuto e a volte il sopravvissuto trasmette lo spessore ed il livello alto delle misure che il poeta riesce ad elaborare, nel tentativo ininterrotto di riappacificarsi con una poesia che sia ineludibile nella sua espressione intellettuale ed artistica. Il senso della esperienza si manifesta attraverso paradigmi ce navigano tra le vicissitudini narrabili e le illusioni del precario, per temi che non sono quasi mai misteriosi, fuori dalle ambiguità che possano nascondere il mito di una concezione della realtà che vada oltre la cronaca. Le sue valenze appaiono come icone , schegge infuocate, nel distillato biografico e sapienziale.