LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

 

MARIA G. CALANDRONE o la profondità del senso

La sfida necessaria per penetrare attraverso la poesia nella profondità dei sensi è la rivelazione della coscienza tra il flusso della narrazione e la metafora viva.

Maria Grazia Calandrone vive a Roma: poetessa, autrice teatrale, performer, conduttrice per Radio 3, critica letteraria per “Poesia” ed “il manifesto”, organizzatrice culturale, ha pubblicato: Pietra di paragone (Tracce, 1998), La scimmia randagia (Crocetti, 2003 – premio Pasolini opera prima), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005) La macchina responsabile (Crocetti, 2007), Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010 – premio Napoli e Città di Sassari), Atto di vita nascente (LietoColle, 2010) e lo pseudoromanzo L'infinito mélo con il cd audio VivaVox (sossella, 2011). Ha scritto testi teatrali e un poema sulla Guerra Civile Spagnola per la compagnia internazionale "Théatre en vol" e per Radio 3. Cura le introduzioni critiche di Cantiere Poesia per il mensile internazionale “Poesia”. Compare in antologie e riviste di numerosi Paesi Europei e delle due Americhe. Porta in scena in Italia e in Europa con il compositore S. Savi Scarponi il videoconcerto Senza bagaglio, finalista al Roma Europa Festival. Scrive : “Non toccarmi, non sono questa cenere/ né la salvezza/ della carne viva/ non la rosa / ma il canto /di una cosa. /Non toccarmi, non sento più dolore/ dell’oggetto composto in tutti i sensi/ da superfici: strati /di bianco / fino nel buio della profondità, steli d’aria/  dal cuore che è/ statue in elevazione/uno stato di cose senza sguardo.” Inquietante e suasivo il magma che si rivela in ogni plastico musicale, e che tra verso ed inconscio riesce a manifestare una visione ideale.