LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

 

LEOPOLDO ATTOLICO e gli antistress

 

 

Tra i superstiti sodali della poesia “antistress” ( giocosa/ironica/autoironica ), perché convinto che il disimpegno impegnato- nella sua valenza antimelodrammatica -antielegiaca- può costituire una delle possibili modalità per rappresentare, commestibilmente e senza ulteriori traumi, anche lo strutturatissimo male di vivere contemporaneo, il poeta cerca disperatamente di sopravvivere con il sorriso sempre più inciso sulle labbra. Leopoldo Attolico  è nato a Roma il 5 Marzo 1946, ha pubblicato numerosi titoli di poesia ed è presente con testi creativi ed interventi teorici nelle principali riviste letterarie italiane. Il suo libro più recente, La realtà sofferta del comico, Aìsara 2009, è presentato da Giorgio Patrizi con postfazione di Gio Ferri. Scrive : Profondo Agosto  : “(…) poi c'è il richiamo della carne/  molto mediterraneo, caliente / ispirato e impaziente, / da zampirone  silvestre/ E si corre a peccare / E la felicità è saperli tutti al mare/ Contendersi in santa pace / con la mosca assatanata / abbacchio ed insalata/ + rosolio”. Le parole illuminano fuori da ogni titubanza il tutto , e nella penombra la forma poetica si delinea per graffiare il concetto stesso di probabile confusione, nel dondolio ritmico che immediatamente sgrana nello swing. Attolico insiste delicatamente, in presa diretta per giocare in contrastanti ed oppositivi riflessi, e penetrare in una sua personale coerenza estetica , degna del giullare moderno. Se il dubbio accenna un suo percorso inaspettato ecco che la fatica del poeta riesce a liberare ogni laccio discutendo con emozione ogni proposta filosofica.