LA VOCE DEL POETA: rubrica di Antonio Spagnuolo

 

“Luca Ariano tra verità e nostalgie”

Per la sua intensa attività critica  metabolizza alcune nrelatà della provincia per riflettere sui bagliori dei versi. Nato a Mortara (PV), Luca Ariano vive ora a Parma. Ha pubblicato Bagliori crepuscolari nel buio, nel 1999.  Nel 2005  Bitume d’intorno (Edizioni del Bradipo). Con Enrico Cerquiglini ha curato l’antologia Vicino alle nubi sulla montagna crollata (2008). Con Luca Paci l’antologia Pro/Testo (Fara). Del 2010 la plaquette Contratto a termine con una nota di Francesco Marotta. Nel 2011 con Marco Baj ha pubblicato il libro d’artista Tracce nel Fango.

Per Ariano la poesia vive in una condizione di registrazione permanente dell’esistente, non prende le distanze dalle cose, vi è piantato a capofitto e narra di un mondo decadente che per qualche strano miracolo non implode su se stesso. Compone la realtà come un collage, un blob, di cui fa parte, e si unisce ai burattini che disegna sulla pagina (Mimmo Cangiano). Scrive: “Passeggi sul lungomare/ con sguardo forestiero/ ma da lì viene il tuo sangue:/ c’è ancora l’addore’e  mare,/ di cordami nell’acqua/ dove si sedimentano civiltà,/ tracce di epoche sfumate./ Tuo padre volto di fame/ da dopoguerra e un sorriso/ ragazzino mangiando frutti di mare;/ li vedi ora contaminati gettati/ sulla banchina con malagrazia/ tra munnezza e navi in partenza./ Dici che lui rinnega la sua terra/ ma anche l’Andrea vorrebbe un figlio/ con stipendi da sottoproletario…/ non ci fossero mamma e papà…/ Anche Teresa non lo crescerebbe qui/ senza lo stesso sapore di salso,/ di macchia mediterranea,/ mentre spedisci cartoline/ come un gesto antico.”

Un viaggio attraverso i desideri, le decadenze, le malinconie del quotidiano, che abbraccia via via un numero sempre maggiore di situazioni realistiche, in un pioneristico lavoro di scavo nel tempo e negli spazi.

 

 

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