Fatti e personaggi della grande Napoli  

di Rosario Ruggiero  

Paolo Spagnolo

 

Il pianista napoletano Paolo Spagnolo fu, intorno alla metà del secolo scorso, gloria concertistica di massimo livello mondiale. Era nato nel 1930, e nel suo primo decennio di vita già stupiva l’Italia e gli Stati Uniti con registrazioni e concerti. Diciassettenne conquistava la giuria del Concorso Internazionale di Ginevra che gli conferiva il primo premio.

Si era formato con Paolo Denza (l’insegnante anche di Aldo Ciccolini), didatta che univa ai precetti di una gloriosa scuola napoletana che risale al grande virtuoso ottocentesco Sigismund Thalberg, rivale di Franz Liszt, gli insegnamenti di Ferruccio Busoni di cui Denza fu amico e discepolo. Anche Paolo Spagnolo fu sensibile alla didattica tramandando la sua competenza in lunghi anni di insegnamento al conservatorio “San Pietro a Majella” ed attraverso il libro “Pianosophia” scritto con il filosofo Giovanni Stelli.

Morì il 2 maggio 2012.

Tecnica straordinaria e sensibile musicalità, la sua; ma le parole spiegano, le registrazioni dimostrano e, giacché incise vari dischi ed effettuò registrazioni televisive, ancora oggi, epoca di grandi sviluppi informatici, è facilmente possibile, su opportuni siti, vederlo suonare ed ascoltare le sue esecuzioni di composizioni pianistiche lunghe o brevi, registrate durante un concerto o in sala di incisione, di pagine note o meno conosciute, degli autori più svariati delle epoche e degli stili più diversi, da Bach e Scarlatti a Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann, Liszt, Mendelssohn, Debussy, Rodrigo, Mompou, Scott.

Ne viene fuori la figura di un artista di un’epoca, seppur non lontana, ben più aurea per il pianismo napoletano che al nome di Paolo Spagnolo univa quello di Sergio Fiorentino, Maria Tipo, Aldo Ciccolini ed altri, una scuola pianistica che nella virtù della perizia digitale faceva armoniosamente convergere pensiero e cuore, laddove purtroppo oggi moltissimi, se non tutti, si fermano solo alla prima.

  

 

 

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