Parole ed emozioni di Rosario Ruggiero

 

Le eroine del 1799 viste da Vincenzo De Simone

 

Particolare rievocazione storica recentemente svolta a Napoli, in pieno centro cittadino, ad un tiro di schioppo da Piazza del Gesù, nell’antica chiesa di San Francesco delle Monache, monumentale costruzione voluta da Roberto d’Angiò agli inizi del XIV secolo ed ultimamente riaperta dopo una chiusura lunga oltre venti anni. È “Le eroine. 1799 La rivoluzione partenopea”, lavoro artistico di Vincenzo De Simone, poeta, cantante ed attore napoletano, con al proprio attivo vari premi in concorsi di poesia, partecipazioni a diversi spettacoli, testi teatrali e volumi di versi. Arricchito anche da prose tratte da “Il resto di niente” di Enzo Striano e da “L’amante della rivoluzione” di Maria Antonietta Macciocchi, questo ultimo suo testo è stato ispirato dalle figure di Eleonora Pimentel Fonseca, Luisa Sanfelice de Molina e dalla famosa rivoluzione partenopea di fine Settecento.

L’applaudito spettacolo, voluto e curato dalla Nuova Associazione Partenopea Opere Libero Ingegno, è stato interpretato dagli attori Liliana Palermo, Nico Da Zara e Vincenzo De Simone, dai ballerini Marilena Gragnaniello ed Alessandro D’Alessandro, anche suonatore di “tammorra”, ed impreziosito dalla proiezione di immagini curate da Gennaro Lieto e dal contributo di Gaetano Siviero in qualità di tecnico del suono.

Il lavoro aveva già avuto una prima esecuzione assoluta nell’ampio ed accogliente Salotto Romagnuolo-Lombardi, alla presenza di un pubblico cospicuo ed entusiasta. In sostanza si dimostra una importante occasione di ricordo e riflessione, secondo una modalità non strettamente storiografica di asciutta narrazione di vicende, causa ed effetti, ambizioni e necessità, ma di intima partecipazione del pubblico attraverso la compenetrazione ai moti dell’anima, le paure, le gioie, le ansie, gli ideali, le delusioni, le aspirazioni, gli slanci, delle protagoniste e della temperie di un anno, il 1799, estremamente significativo e particolarmente vicino alla città di Napoli. «Una idea – conferma l’autore – nata, checché possa sembrare, non con precipua attenzione alla storia, ma come indagine psicologica ed emozionale di un mondo e di un momento particolarissimo».

In futuro?

«La prospettiva più imminente è di uno sviluppo del testo in chiave melodrammatica con le musiche di Alessandro D’Alessandro».

Altri lavori in preparazione?

«Ho preso particolarmente gusto alla rievocazione storica. Trovo molto affascinante lo studio di momenti estremamente significativi e di personaggi notevoli, così attualmente mi sto interessando alla figura di Maria Luisa d’Austria, figlia di Francesco II e moglie di Napoleone Bonaparte».