Fatti e personaggi della grande Napoli 

Totò

 

di Rosario Ruggiero

Nato a Napoli il 15 febbraio 1898, nel popolare quartiere della Sanità, da Anna Clemente, nubile, e dal marchese Giuseppe, agente teatrale, che solo nel 1921 sposerà Anna e ne riconoscerà poi il figlio, Antonio De Curtis (o de Curtis, come pure si legge), in arte Totò, beniamino massimo dei napoletani, è notoriamente una delle figure più emblematiche della sua città.

Fu un incidente di gioventù a deformarne definitivamente il volto generando la particolare maschera del suo personaggio.

Intraprese, ancora adolescente, l’attività teatrale nel varietà, quindi passò anche al cinema, in virtù del quale lo possiamo ammirare ancor oggi tutti, lavorando principalmente e copiosamente in ruoli comici, ma non solo, a fianco di molti tra i maggiori attori di quei tempi, sotto la direzione anche di registi del calibro di Roberto Rossellini, Luigi Zampa, Vittorio De Sica o Pier Paolo Pisolini, ed interessando la creatività, purtroppo poi materialmente non realizzata, di Federico Fellini e di Luchino Visconti. Autore di poesie che inducono alla riflessione, cantano l’amore, raccontano quotidianità varie, scrisse anche canzoni di una certa notorietà ed il volume autobiografico “Siamo uomini o caporali?”. Finì i suoi giorni a Roma, il 15 aprile 1967.

La sua attività principale, quella dell’attore, ha sempre conquistato le simpatie del pubblico, non sempre però quelle della critica, ma un discorso sull’arte, e sull’arte sua, specialmente comica, a questo punto va necessariamente fatto.

Arte vera è anche, e soprattutto, efficacia di forma, quanto dire, nel caso specifico dell’attore e quindi di Totò, modalità di recitazione, al di là di ogni altro contenuto espresso, giacché una modalità, in quanto insieme di scelte, è di per se stessa un contenuto. Di ciò è chiara dimostrazione la frequentissima identità di temi che possiamo facilmente trovare nell’opera di uno stesso autore o tra autori diversi, come le Madonne nelle arti figurative, la messa in musica, la realizzazione di regge in architettura, il sentimento amoroso nella letteratura o sostanzialmente la medesima trama in opere liriche, altre rappresentazioni teatrali o spettacoli cinematografici.

Di Totò attore comico si dica quel che si vuole, ma la sua straordinaria capacità di muovere irresistibilmente al riso attraverso lazzi comunque giudicati, documentata da tanta parte della sua generosa attività cinematografica, e di riuscire a ripetere immancabilmente quella sua magia anche quando le battute sono conosciute dallo spettatore addirittura testualmente, a memoria, e riproposte sempre identicamente, giacché registrate, è sicuramente la prova più chiara ed inoppugnabile dell’arte come modalità, ossia virtù di compiere scelte destinate efficacemente ad emozionare.

E forse è proprio questa irresistibile dimostrazione di ciò che è arte, ancor più significativa quanto più irrilevante è il contenuto narrato, il più alto contenuto, e la più alta lezione, di questo indimenticabile maestro della comicità.

 

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