Fatti e personaggi della grande Napoli

di Rosario Ruggiero

 

L’Osservatorio Vesuviano

 

Tra gli autenticamente innumerevoli primati di Napoli, non ne mancano anche di geologici, e tutti conoscono il Vesuvio, vulcano che caratterizza la geografia ed il panorama della città (dando luogo ad una delle vedute più famose ed ammirate del mondo), ne rende fertilissimo il terreno e, con una delle sue terrificanti, periodiche esplosioni, generò funestamente gli affascinanti, preziosi siti archeologici di Pompei e di Ercolano. Immortalato da incliti versi leopardiani, il Vesuvio primeggia per essere l’unico vulcano esplosivo ancora attivo in tutta l’area continentale europea e per la sua estrema pericolosità dovuta alla sua potenza devastatrice, la sua imprevedibilità ed ai circa tre milioni di individui che attualmente hanno residenza nelle sue immediate adiacenze.

Non minore fascino sortiscono la Solfatara ed il fenomeno del bradisismo che tocca la zona di Pozzuoli.

A controllare questa vivace attività tellurica del territorio napoletano, un motivo di primato stavolta tutto umano, l’Osservatorio Vesuviano, il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, fondato da Ferdinando II di Borbone, re delle due Sicilie, nel 1841, ed inaugurato quattro anni dopo, durante il VII Congresso degli Scienziati Italiani che elesse sua cornice proprio il capoluogo campano.

Oggi, sede di una mostra scientifica permanente, l’istituto, che svolge anche attività di didattica e di divulgazione scientifica con varie iniziative, rivolge le sue attenzioni di controllo e di studio al Vesuvio, ai Campi Flegrei, all’isola di Ischia ed al siciliano Stromboli. 

Notevoli i personaggi che negli anni furono alla sua direzione, dal primo, Macedonio Melloni, già docente di fisica nell’ateneo partenopeo, apprezzato studioso di fenomeni termici ed ideatore di una particolare macchina per i suoi studi, il termomoltiplicatore, a Luigi Palmieri, membro di prestigiose accademie scientifiche, prolifico inventore ed autore di varie, importanti scoperte, non trascurando Giuseppe Mercalli, celebre ideatore della omonima scala per l’intensità sismica.

Oggi, questo ruolo direttivo è coperto dal fisico napoletano Giuseppe De Natale che, dell’osservatorio, ci ribadisce l’intatto, chiaro prestigio internazionale e l’immutato ruolo di riferimento scientifico per il mondo intero.

Sì, il Vesuvio non è certo il più antico, il più grande, né il più violento vulcano della Terra, ma ciò non ha impedito ai napoletani di creare il primo oservatorio vulcanologico dell’intero pianeta, poi autorevole di una competenza che tutt’oggi continua a primeggiare, un ulteriore motivo di vanto mondiale, culturale e civile, che (sarebbe bene specialmente per gli spiriti più sprovveduti sapere e ricordare) coinvolge certo l’intera nazione, ma partendo dalla città di Napoli.

 

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