Fatti e personaggi della grande Napoli di Rosario Ruggiero

 

Meraviglie architettoniche

 

Di antichissima nascita, Napoli, come tante altre città di remote origini, ha lottato, e continua a lottare, urbanisticamente contro le trasformazioni epocali che la trovano, di volta in volta, inadeguata, sicché oggi è angustiata da evidenti problemi di inquinamento, che costringono l’amministrazione ad occasionali o regolari divieti di circolazione automobilistica, snervante traffico veicolare, estrema difficoltà di parcheggio, incidenti delinquenziali ed altri disagi.

In una caotica presenza quotidiana di uomini, autoveicoli, vistosa pubblicità, rumori, graveolenze, impedimenti pedonali, automobilistici e quanto più (problemi chiaramente non solo partenopei), l’attenzione del passante è, suo malgrado, occupata, distolta, obbligata. La percezione della città prende ordinariamente una sua particolare connotazione sicché in momenti speciali, come la mattina del primo giorno dell’anno, o in occasione del ferragosto, Napoli, spopolata di autoveicoli e di pedoni, riesce a rivelarsi anche profondamente diversa.

Strade ben più ampie di come si conoscevano, aria più respirabile, disturbo acustico ben più contenuto, una maggiore possibilità di percezione autentica della struttura urbana, ed ecco venire fuori più limpidamente meraviglie paesaggistiche naturali ed una magnificenza monumentale in altre occasioni ben più trascurata. Un’ammirazione per la città che può anche autorizzare la seguente riflessione.

Da sempre la monumentalità ha coperto un ruolo propagandistico, palese o occulto, del potere e del prestigio di un luogo e di un popolo. Chiari esempi lo furono le sette meraviglie del mondo, oggi lo sono i moderni grattacieli e la loro via via più sorprendente altezza, sicché ogni volta che una nazione si affaccia alla scena mondiale con ambizioni di primato specialmente economico (culturale, purtroppo, direi un po’ meno, già per il semplice fatto di non proporre modelli propri ma, penosamente, imitare modelli culturali altrui), ecco costruire il suo grattacielo più alto o sconvolgente del mondo. Stati Uniti d’America, paesi orientali ed emirati arabi sono ogni giorno di più impegnati in una corsa alla costruzione dell’edificio che maggiormente svetta, eterno mito della torre di Babele continuamente rigenerato. 

Se allora la grandiosità monumentale finisce col divenire cartina al tornasole del prestigio mondiale di un luogo e del suo popolo, a quanti ottenebrati dai grandi mezzi di comunicazione di massa e da una imperante tendenza fuorviante circa l’autentica conoscenza storica e civile della città di Napoli cosa verrebbe da pensare e dire venendo a conoscenza di particolarità urbanistiche partenopee insospettabili eppure facilmente visibili come la presenza nella sola città di ben due regge (Palazzo Reale e la Reggia di Capodimonte) e quattro castelli (Castel dell’Ovo, Maschio Angioino, Castel Capuano e Castel Sant’Elmo) trascurando la reggia di Portici, un gran numero di altre residenze reali, tra le mura della città e nelle zone viciniori,  senza spingersi oltre gli attuali confini cittadini (Reggia di Caserta) e senza voler metter in conto il Real Albergo dei Poveri, una delle più grandi costruzioni settecentesche d’Europa, probabilmente il più grande palazzo monumentale dell’intero continente, con i suoi oltre 350 metri di lunghezza della facciata, la sua estensione di ben 103.000 metri quadrati e le sue quattrocentotrenta e più stanze alte anche 8 metri?

Cosa verrebbe da pensare e da dire a costoro chissà! Certo a chi qui scrive, spontaneamente, sorge un pensiero che vuole essere anche augurio: la vera conoscenza snebbia la mente, storna ingenuità, annichilisce stupidi preconcetti.

 

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