Fatti e personaggi della grande Napoli

 

di Rosario Ruggiero

 

L’Ora della Canzone Napoletana

 

Rilevante momento spettacolare e culturale, “L’Ora della Canzone Napoletana” ebbe vita lunga due lustri, dal 25 maggio 1998 al 18 giugno 2008, realizzando ben sessantanove appuntamenti. Voluta e, con amore, pazienza e difficoltà, faticosamente curata dal tenore Lino Cavallaro, consisteva in incontri a Napoli, sulla collina del Vomero, nel teatro della chiesa dell’Immacolata, sala assai capiente, regolarmente gremita da un folto, entusiasta pubblico che accorreva con puntualità a quegli eventi.

In sostanza si trattava di serate dedicate di volta in volta ad un autore, un interprete o un aspetto particolare legato alla canzone classica partenopea. In apertura un esperto sciorinava storia, aneddoti, considerazioni e più, ad illustrare l’argomento di turno, quindi si succedevano e si avvicendavano cantanti, di maggiore o minore esperienza, famosi o meno noti, ad offrire, in buon numero, canzoni esemplificative del tema trattato. Così, attraverso le parole dei giornalisti Pietro Gargano, Carmelo Pittari, Giuliana Gargiulo, Federico Vacalebre, Max Vajro, dei poeti Vincenzo Fasciglione, Salvatore Palomba, del linguista Renato de Falco e di tanti altri opportuni esperti, furono tratteggiate inclite figure come quella di Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, E.A.Mario, Libero Bovio, particolari forme come la tarantella, eventi, come la Piedrigrotta, strumenti, come la chitarra, quindi eseguite infinite canzoni.

Tantissimi gli ospiti intervenuti, dagli attori Annamaria Ackermann, Oscar Di Maio, Lina Piedimonte, Gennaro Cannavacciuolo, ai cantanti Alberto Amato, Antonio Basurto, Mario Maglione, Antonello Rondi, Nora Palladino, Pamela Paris, e tanti altri personaggi ancora. Vari i giornali sensibili all’evento, Roma Il Mattino, Ribalta. Diversi i collezionisti interpellati per notizie o materiale. Moltissimi i cantanti impegnati, non certo ultimo lo stesso Lino Cavallaro, sapientemente accompagnati da diversi musicisti, primo tra tutti, per assiduità, Enzo D’Onofrio.

La conduzione era affidata ad Anna De Siero.

Insomma serate applauditissime, interpretazioni pregevoli, belle emozioni e la virtù di unire entusiasmo, voci nuove e voci celebri, interessanti illustrazioni storiche ed esegetiche, soprattutto l’idea di affrontare e trattare la canzone classica napoletana, non come, oramai trito, folclore, ma per quel prezioso fenomeno storico, sociologico, poetico e musicale che è, aspetto, per quanto evidente, tanto raramente valorizzato con doverosa equità.

«La gente ben difficilmente conosce o ricorda gli autori delle canzoni – chiosa Lino Cavallaro – identificando superficialmente il brano con il cantante». Una ingiusta, sacrosanta verità che riguarda tanti ascoltatori ed alla quale “L’Ora della Canzone Napoletana” cercò di opporsi.

Begli spettacoli, piacevoli momenti di condivisione, importante recupero culturale, eppure trascurato, fino all’estinzione, da opportuni sostegni istituzionali, mentre al cinema ed alla televisione, continuavano, e continuano, a furoreggiare assai discutibili e malsani intrattenimenti.

Certo le masse umane, le leggi di mercato e certi aspetti degli sviluppi epocali ultimi possono rivelarsi misteri imperscrutabili e sorprendenti, decretando una realtà, “L’Ora della Canzone Napoletana”, per quanto rimpianta, evidentemente non adatta a questi giorni, seppure dal valore incontestabilmente eterno.

   

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