Fatti e personaggi della grande Napoli di Rosario Ruggiero

 

“La memoria ritrovata”

 

Di origini lucane, Maria Giovanna Romaniello ha frequentato Napoli sin dai suoi studi universitari, e nella città del Vesuvio è oggi avvocato e presidente della LUETEC (Libera Università Europea Terza Età Campania), istituzione che promuove la formazione perenne dell’individuo attraverso corsi, artistici, scientifici e tecnologici, occasioni di confronto ed eventi pubblici, coniugando, per i frequentatori, piacevolezza e proficuità nell’utilizzazione del proprio tempo libero.

Tra le esperienze più belle e significative sortite da questa istituzione, “La memoria ritrovata”, che si prefigge di portare all’attenzione collettiva ( e delle autorità cittadine, semmai volessero mostrarsi sensibili a tali sollecitazioni) figure gloriose ed eminenti della città eppure misconosciute o relegate nel dimenticatoio.

Così fu rievocato l’insigne musicista Domenico Scarlatti, che la città certo non gratifica opportunamente, ed un graziosissimo disco, piccolo da poter entrare nel palmo di una mano, ricco della registrazione di tre sonate dell’inclito napoletano, corredato di un opuscoletto illustrativo ed impreziosito dalla riproduzione di un dipinto del maestro Armando De Stefano espressamente realizzato per l’occasione, fu distribuito gratuitamente. L’evento fu anche celebrato con un concerto all’aperto che ebbe la partecipazione dell’attrice Annamaria Ackermann, all’uopo lettrice di una toccante lettera che Alessandro Scarlatti, altro incontestabile gigante dell’arte dei suoni, scrisse per porre il figlio Domenico sotto la protezione di Ferdinando de’ Medici. Peccato che le autorità, tra l’altro prontamente presenti, malgrado i suggerimenti avuti, non ritennero di fare poi più di tanto per favorire lan persistenza nella memoria cittadina del magnifico artista (l’intitolazione di una strada, la semplice apposizione di una targa in un luogo pubblico o qualunque altra cosa di più facile attuazione)!

Dopo Domenico Scarlatti fu la volta di Maria Bakunin, scienziata particolarmente incisiva per la chimica, napoletana e non solo. In quell’occasione alla buona riuscita del convegno divulgativo non mancò un dotto contributo dell’università “Federico II”.

Quindi fu portata al’attenzione dei napoletani la stazione zoologica “Anton Dohrn”, esemplare gloria scientifica, e più ampiamente civile, della città, ma ai più purtroppo nota solo, assai riduttivamente, come “l’acquario”.

Ultimamente “La memoria ritrovata” (il titolo, efficace e congruo, si deve al giornalista Antonio Filippetti) ha celebrato, a quarant’anni dalla scomparsa, Paola Riccora, al secolo Emilia Vaglio, apprezzata drammaturga. La serata dedicatale ha avuto luogo nei prestigiosi locali della Società Napoletana di Storia Patria, con l’intervento di registi, attori, critici teatrali e di Mariagiovanna Grifi, discendente e recente biografa dell’artista.

Nel frattempo altri sono gli argomenti da poter affrontare nelle prossime edizioni de “La memoria ritrovata” già nella mente della vulcanica Maria Giovanna Romaniello. Un amore, un interesse ed una sensibilità per la città di Napoli, quelli di questo esuberante avvocato lucano, meritevoli di chiaro encomio, tanto più perché cólti, non biecamente finalizzati a lucro ed alla facile popolarità divulgando, come continuamente si vede fare, solo vite piccine e misere, malavitose o folcloristicamente divertenti.

Tutto questo, purtroppo, a disdoro di quanti, in potenza di farlo, e da sempre in città, non abbiano mai pensato di operare similmente.

 

 

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