Fatti e personaggi della grande Napoli

di Rosario Ruggiero

 

L’istituto d’arte “Filippo Palizzi”

 

Battezzata negli anni Ottanta del secolo scorso Istituto d’Arte “Filippo Palizzi”, in onore del suo primo direttore artistico, questa scuola napoletana ha origini ottocentesche a cui contribuirono il principe Getano Filangieri, nipote dell’illustre filosofo omonimo, il patriota e cultore delle arti Demetrio Salazar e gli artisti Domenico Morelli e Giovanni Tesorone.

Vi si è insegnato ebanisteria, litografia, incisione, lavorazione dei metalli, oreficeria e ceramica, e proprio come scuola e fabbrica di ceramica, servendosi anche di ceramisti esterni, eseguì grandi opere su progetti di Palizzi, Morelli e Tesorone.

Da allora un ponderoso accumulo di oggetti in un museo che attualmente raccoglie oltre seimila prodotti di arte applicata tra ceramiche, maioliche, vetri, oreficeria, stoffe e manufatti esotici; ragguardevoli lavori eseguiti, come, nel 1889, il pavimento in maiolica delle sale Borgia in Vaticano; prestigiose opportunità, come la partecipazione all’esposizione nazionale di Torino nel 1884, alle esposizioni universali di Anversa nel 1885, di Parigi nel 1900, di Saint Louis nel 1904 con il conferimento della medaglia d’oro per i lavoro ceramici, all’esposizione universale di Bruxelles ed all’esposizione internazionale di Torino del 1911; una preziosa biblioteca ricca di pubblicazioni ottocentesche, italiane e straniere, enciclopedie, riviste, trattati, manuali e quanto più inerenti al settore artistico; un importante archivio, e personalità di rilievo tra alunni e docenti, per questo monumentale edificio a pochi metri dallo splendore di piazza del Plebiscito, Palazzo Reale, la Basilica Reale di San Francesco di Paola, il celeberrimo Gran Caffè Gambrinus, il Maschio Angioino, Castel dell’Ovo e, sovrastato dal Vesuvio, uno dei panorami più famosi del mondo.

Oggi, che l’attuale vicepreside Gabriele Montagano ci dichiara di prodigarsi concependo l’istituto «come una casa della cultura dove la didattica è un luogo di sperimentazione e di apprendimento», è anche sede di convegni ed altra sorta di incontri culturali, con la partecipazione di artisti, filosofi, storici dell’arte ed altri intellettuali, per il più proficuo arricchimento degli allievi.

Insomma, una tradizione di arte e, più ampiamente, di cultura magnificamente iniziata che, a dispetto dei tempi, si ostina a perpetuarsi?

Non possiamo che augurarcelo vivamente.

 

Condividi su Facebook