Fatti e personaggi della grande Napoli

 

 

Il “Caffè dell’Epoca”

 

di Rosario Ruggiero

 

Non è certo trascurabile l’incidenza dell’ambiente circostante sull’animo umano e sulla sua disposizione alla percezione della vita. Ce lo dimostrano quotidianamente l’architettura, l’arte della scenografia e, su tutto, la natura. Il mondo, infatti, non è lo stesso tra le anguste pareti di un buio bugigattolo o la più luminosa, sontuosa e splendida reggia, in una gelida, piovosa nottata invernale all’addiaccio o in una soleggiata giornata estiva su una incantevole isola tropicale, nell’intimo raccoglimento di un confortevole studio o nella assordante, caotica confusione di una trafficatissima strada metropolitana. Ed ambiente migliore perciò, forse, non poteva trovare, a Napoli, il “Caffè dell’Epoca”, lungo via Costantinopoli, nel cuore del centro storico cittadino, un centro storico onusto di primati culturali, il più vasto d’Europa, testimonianza viva di ben ventisette secoli di avvenimenti di rilievo, tra antichi, magnifici palazzi, significativa monumentalità, resti archeologici, ad un tiro di schioppo dal glorioso conservatorio di musica “San Pietro a Majella”, la sua preziosissima biblioteca, la monumentale Accademia di Belle Arti ed il liceo “Vittorio Emanuele II” con tutta la loro secolare gloria didattica, un centro storico  dove furono Gianbattista Vico, Raimondo di Sangro, Gesualdo da Venosa, Benedetto Croce, Giuseppe Mercalli, San Tommaso d’Aquino, Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio ed infiniti altri ancora.

Proprio immerso in questa magnifica atmosfera di storia, cultura e bellezza, il “Caffè dell’Epoca” opera con esemplare dignità.

Non solo sala di mescite e rivendita di dolciumi, ma punto di incontro ed interazione di intellettuali ed opere d’arte. Creato nel 1898 da Luigi Caflish, già agli inizi del secolo scorso frequentato da autorevoli personalità come Benedetto Croce, Gaetano Salvemini, Giovanni Brancaccio, Carlo Cocchia, Emilio Notte, nel 1988 viene rilevato da Amedeo Pianese che, gestendolo insieme al figlio Giuseppe, con la sensibilità e la cultura di scenografo diplomato all’Accademia di Belle Arti, non interrompe la tradizione (anche quella di altri caffè come, celeberrimo, il Gambrinus), anzi…

Così mostre, personali e collettive si succedono ininterrottamente nell’antico locale, imporeziosendone gli ambienti, opere di maestri come Emilio Notte, Armando De Stefano, Carmine Di Ruggiero, Gerardo Di Fiore e tanti altri, fino a Tony Stefanucci e Salvatore Ciaurro, ma anche esposizione a studenti ed artisti emergenti non vengono lesinate, come pure presentazioni di libri, spettacoli teatrali ed altre sorte di incontri culturali, mentre musicisti, come Enzo Gragnaniello, Daniele Sepe, Marco Zurzolo o Enzo Avitabile, per fare alcuni nomi, maestri della penna, delle arti figurative, della recitazione ed altri intellettuali, siedono con consuetudine ai tavolini, intrattenendosi piacevolmente, e scambiandosi idee in un clima consolatore di culto delle belle cose.

 

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