Fatti e personaggi della grande Napoli

 

di Rosario Ruggiero

Ciro Daniele

Come una montagna di ghiaccio galleggiante, ad una sua parte all’aria, per quanto grande, fa corrispondere una massa sommersa enormemente maggiore, così la canzone classica napoletana maggiormente nota, per quanto copiosa e varia, pur nasconde alla conoscenza dei più un patrimonio incommensurabilmente più vasto. Canzoni scritte sui più svariati temi, di straordinaria importanza artistica, ma anche storica e sociologica, composizioni sul brigantaggio, guerre ed altri eventi storici, vicini e lontani, su invenzioni, usi, costumi e sui personaggi politici più disparati sono state cantate all’ombra del Vesuvio, ma pure, non trascurabile, esiste una produzione originale d’oltreoceano, e tanto altro ancora.

A tutelare questo immenso tesoro, in attesa di ben più sensibili, efficaci ed organiche attenzioni istituzionali, un buon numero di amatori a cui la storia non potrà non riconoscere i sacrifici, la passione, la pazienza, la sensibilità e tutte le benemerite virtù che fanno il collezionista più prezioso.

Tra questi cultori, sicuramente, un posto non trascurabile spetterà a Ciro Daniele, da ben quaranta anni indefesso ricercatore, raccoglitore, catalogatore e più, di una raccolta oggi dalle cifre astronomiche, iniziata nel 1974, agli inizi della sua maggiore età. Spartiti musicali vari, tra cui intere raccolte pubblicate in occasione delle varie feste di Piedigrotta, libri, giornali, autografi, fotografie, registrazioni ed altro, circa ventiquattromila canzoni nate a Napoli, composte in italiano ed in napoletano, catalogate, ognuna con la propria scheda, per autori, incipit, casa editrice, anno di pubblicazione ed eventuali altri dati. Un patrimonio unito ad una indubbia competenza che gli hanno permesso la collaborazione con esperti come Pietro Gargano, Gianni Cesarini, Roberto De Simone, Mimmo Liguoro, Antonio Grano ed altri nella realizzazione di libri, con istituzioni come, dal 2004 al 2008, l’Archivio Storico della Canzone Napoletana, con giornali, la stesura di una prefazione, e monografie proprie su Vincenzo Russo, Pasquale Ponzillo, Giuseppe Capaldo ed, in preparazione, su Salvatore Gambardella, la riedizione ampliata di quella su Vincenzo Russo ed altro ancora.

Di recente è stato consultato da una emittente televisiva della lontana Corea per un servizio sull’arte canora partenopea.

In un futuro, che ci auguriamo il più lontano possibile, nell’eventualità che le attenzioni istituzionali non si fossero ancora doverosamente mosse intorno alla tutela ed organizzata conservazione delle nostre invidiate ricchezze musicali (e purtroppo, su questo, tutto fa intendere che ci sia da disperare), nell’eventuale mancanza di eredi opportunamente sensibili e disponibili, e onde stornare la penosa dispersione di tanto prezioso patrimonio come già avvenuto in varia misura per altre collezioni, l’ammirevole studioso prevede la donazione dei suoi cimeli, e dei dati da lui raccolti, ad una istituzione solida, attenta e sensibile come potrebbe essere, ad esempio, la Biblioteca Nazionale di Napoli.

Ciro Daniele fortunatamente non è il solo esperto, raccoglitore, difensore e divulgatore della canzone classica napoletana, ma sicuramente coloro che dovrebbero essere i primi, la città e lo Stato, vergognosamente, ahimè, e purtroppo da lunghissimo tempo, ancora, indolenti, nicchiano, latitano, minimizzano.

 

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