Fatti e personaggi della grande Napoli

 

di Rosario Ruggiero

 

Il complesso scolastico “Vittorio Emanuele II”

 

“A dir le mie virtù basta un sorriso” dichiarava con orgoglio un celebre endecasillabo pubblicitario di inizio secolo scorso. E quale “sorriso” migliore, per una scuola, che la gloria di un’apprezzata attività secolare, una lunghissima schiera di alunni poi entrati meritevolmente nel più autorevole mondo culturale e l’invidiabile vanto di annoverare tra i propri insegnanti inclite figure di indiscusso prestigio storico?

Il 10 marzo 1861, in clima di unità d’Italia, con una cerimonia nella chiesa, oggi distrutta, di San Sebastiano, alla presenza di congrue autorità, veniva inaugurato, a Napoli, il Liceo Ginnasio “Vittorio Emanuele II”, primo della città. Da allora a frequentare le sue cattedre ed i suoi banchi, filosofi, letterati, scienziati, autorevoli personaggi politici, musicisti e… santi, docenti del calibro di Francesco Torraca, Andrea Angiulli, Luigi Miraglia, Giuseppe Mercalli, Andrea Torre, Giovanni Gentile, Pietro Fedele, Vittorio De Falco, Mario Santoro o Francesco Albergamo, ed, in qualità di discenti, Giuseppe Moscati, Salvatore Di Giacomo, Rocco Galdieri, Eduardo Nicolardi, Ernesto Murolo, Riccardo Muti, Roberto De Simone, Francesco D’Ovidio, Girolamo Vitelli, Antonio Sogliano, Nicola Zingarelli, Antonio Anile, i fratelli Scarfoglio, le sorelle Croce, Alfonso De Franciscis ed altri.

Né minore è il valore monumentale dell’edificio, parte integrante del superbo complesso architettonico che accoglie l’ancor più antico omonimo convitto, attualmente struttura ospite di diversi ordini di scuole, con ingressi in pieno centro storico, da via San Sebastiano e, maestoso, da piazza Dante. Di epoca addirittura costantiniana, poi via via ampliato, partecipe delle trasformazioni politiche ed ideologiche dell’intero Paese, questo straordinario complesso ebbe, nella metà del XVIII secolo, il sontuoso ornamento esterno di piazza Dante, che si vede ancor oggi, per opera di Luigi Vanvitelli.

E ripensando alla modestia di certi edifici scolastici odierni, quando non miseramente ospitati in strutture nate per ordinarie abitazioni, alle difficoltà in cui versa, e viene fatta versare, l’attuale scuola italiana, al penoso fenomeno della “fuga dei cervelli”, un tempo in virtù della loro eccellente competenza, oggi, purtroppo, forse solo ai fini di una loro opportuna formazione, l’accogliente, simbolico abbraccio del monumentale emiciclo di piazza Dante, ancora ora magnificamente presente, non può che richiamare prepotentemente immagini di altri tempi, culturalmente rimpianti, civilmente vagheggiati, materialmente remoti.

 

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