L’arte di Salvatore Ciaurro in un film

 

di Rosario Ruggiero

Con un film della durata di circa quindici minuti, corredato dalle struggenti note del celeberrimo “Concerto di Aranjuez” di Joaquin Rodrigo e dal commento esegetico dell’architetto Franco Lista, è stata ricordata, pochi giorni fa, tra  le pareti di Studio 49 Videoarte, la bella mostra pittorica di Salvatore Ciaurro lungamente tenuta, e recentemente conclusasi, nella Sala Carlo V del turrito, monumentale Maschio Angioino di Napoli.

Nel continuo succedersi delle differenti correnti artistiche, tra la timorosa prudenza degli spiriti conservatori e la smania iconoclasta di quanti inclinano ad abbracciare a spada tratta ogni nuova tendenza, pochi sanno conservare quell’attento equilibrio che, mantenendo le virtù del passato, si arricchisce di ogni proficuo progresso. Tra questi, sicuramente Salvatore Ciaurro, ottimo pittore dalla lunga esperienza che ne smalizia gli esiti, la perizia del tratto che ne fa anche un ricercato ritrattista, il vivace cromatismo che con generosità conferisce alle sue opere luminosa piacevolezza, la cultura letteraria che ne ispessisce la ricerca estetica e la squisita sensibilità che ne motiva giustamente la qualifica di artista.

Un tributo quindi più che doveroso ad un maestro napoletano che da anni onora la sua città e l’arte in genere, peccato avvenuto ad esclusiva opera di attenti, sensibili privati, per  un artista, in virtù della significatività ed incontestabile gradevolezza dell’opera, sicuramente meritevole di ben maggiori attenzioni istituzionali soprattutto in contesti pubblici stabili, senza che chi di dovere debba necessariamente disturbare, e talvolta anche… farci disturbare, da pretenziosi artisti, specialmente se esotici.

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