Fatti e personaggi della grande Napoli di Rosario Ruggiero

 

“L’Arte in Vetrina” di Borgo Sant’Eligio

 

Alla considerazione che se gli abitanti dei piccoli centri sono considerati provinciali rispetto a quelli di città maggiori anche quelli di queste ultime saranno poi evidentemente provinciali rispetto a quelli di centri urbani ancor più grandi, mi fu fatto osservare che la provincialità dei luoghi non è assolutamente da ascrivere alle loro dimensioni geografiche, bensì al retaggio culturale di cui sono depositari. Così una città come Napoli, per quanto più piccola e meno popolosa di molte altre, sia del suo che di altri continenti, ben difficilmente sfigurerà in termini di profonda civiltà  in virtù di una nobiltà culturale millenaria e ricchissima già chiaramente dimostrata praticamente in ogni campo. Perciò, per quanto infestata da problematiche non certo trascurabili e  da una inclinazione esterna (non priva anche di azione) che propende ad evidenziarle accanitamente sino a farne sostanzialmente unica immagine della città, penosamente dai più sprovveduti passivamente introiettata, Napoli non manca di dare a tutt’oggi esemplari prove della sua più aurea sostanza. Tra le più recenti, la civilissima e meritoria iniziativa dal titolo “L’Arte in Vetrina”.

Nata nel 2002 dalla sensibilità e dall’irriducibile volontà di Enzo Falcone, titolare di una tipografica in quella parte di Napoli che è il Borgo Sant’Eligio, praticamente a poche centinaia di metri da dove cinque secoli fa un semplice artigiano con altrettanto nobile finalità umanitaria favorì il sorgere del primo conservatorio di musica del mondo e ad un tiro di schioppo dalla piazza dove scoccò la scintilla della rivolta napoletana capeggiata da Masaniello, “L’Arte in Vetrina” fu iniziativa creata per sensibilizzare pacificamente l’amministrazione cittadina nei confronti delle enormi difficoltà di vivibilità di quello storico luogo un tempo commercialmente assai fiorente, oggi in vistoso degrado.

 Si pensò così di ospitare nelle vetrine dei negozi opere d’arte. Con i  commercianti della zona aderirono artisti di ogni parte d’Italia, anche, talvolta, stranieri residenti nel nostro paese. Si diede luogo pure ad esposizioni collettive finali in altre sedi; né sono mancati concorsi di pittura estemporanea con la finalità precipua di documentare, nel bene e nel male, la zona. Unitamente al Club Unesco, il Comune di Napoli e la Regione Campania non hanno mancato di elargire il loro benevolo patrocinio, purtroppo solo morale. Ciononostante i pur doverosi interventi per migliorare la vivibilità del Borgo Sant’Eligio continuano vergognosamente a mancare, così che oggi, giunta alla XIV edizione, “L’Arte in Vetrina”, estesasi anche a piazza Mercato ed al Borgo Orefici, ha ospitato nelle sue vetrine le opere di ben circa novanta artisti allargando la partecipazione agli studenti dei licei artistici ed operando opportuna selezione di tutti lavori presentati a tutela del rango dell’iniziativa grazie alla collaborazione di maestri e critici d’arte, riducendosi però a rimanere, suo malgrado, malinconico documento di finissima gentilezza d’animo, ahimè, ancora miseramente delusa.

 

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