ESCE NELLE SALE L’ULTIMO FILM DI PAOLO VIRZÌ

“Tutti i Santi Giorni”

 

 

 

 

Manuela Rippo

Due anni dopo il successo di La prima cosa bella, esce nelle sale italiane l’ultimo film di Paolo Virzì: Tutti i santi giorni, storia d’amore tra due giovani che nella provincia romana lottano tra il precariato, il desiderio di avere un figlio e l’idea che il tempo è nemico dei propri sogni e delle proprie ambizioni.

Guido, un bravissimo ed appropriato Luca Marinelli (La solitudine dei numeri primi n.d.r.) è un ragazzo timido e riservato con la passione per le lingue antiche e l’agiografia protocristiana, che lavora come portiere di notte in un grande albergo; Antonia, interpretata da Federica Victoria Caiozzo (cantautrice siciliana scovata dal regista su myspace) fidanzata di Guido dal carattere irrequieto, è una ragazza permalosa e disamorata della vita, che lavora in un autonoleggio e coltiva la sua passione per la musica scrivendo canzoni e suonando la chitarra in qualche locale romano.   

La loro vita è scandita dal tempo, sempre troppo poco e veloce: s’incontrano la mattina quando Guido torna da lavoro e la sera quando sta per ritornarvi, ma il loro amore sembra essere più forte di qualsiasi lancetta, più determinato delle ambizioni e delle famiglie che “vogliono solo il loro bene”. Eppure la difficoltà di avere un figlio metterà a dura prova il loro amore e la loro devozione, scatenando una serie di eventi che non assicureranno l’happy end!

Ispirato dal romanzo di Simone Lenzi “la generazione”, che per la pellicola è stato riadattato, limato e cosparso di colore, ottimismo e fatto proprio dal regista livornese, Tutti i santi giorni è una sorpresa per il pubblico abituale di Virzì, che assisterà ad un film che si distacca un po’ dai temi soliti per concentrarsi sull’amore incondizionato di due ragazzi semplicemente innamorati. Resta sul fondo i problemi di una società precaria, non solo nel settore del lavoro, quanto nella vita di tutti i giorni, dove i rapporti umani diventano sempre più le vittime di quella spaccatura sociale che chiamiamo “crisi”.

Un ottimo primo tempo che si perde in qualche banalità nel secondo, dove la costanza della coppia viene messa a repentaglio da qualche prevedibile provocazione ed episodio.

 

 

 

Condividi