THE ARTIST

 

 

Manuela Rippo

Michel Hazanavicius, regista francese al suo primo lavoro, porta sul grande schermo un film coraggioso e rischioso. The Artist è un vero film muto stile anni ’20, girato in bianco e nero e ornato solo dalle musiche e dai cartelli con i dialoghi dei personaggi. Non un film fine a se stesso, ma un tributo ad mondo magico, onirico che non c’è più, quel mondo conosciuto come Hollywood, che ha dato la cittadinanza ad alcuni dei migliori registi e attori mai esistiti.

Il film è ambientato ad Hollywood nel 1927. Il protagonista, George Valentin, è un idolatrato e famoso attore del cinema muto che dovrà mettersi in discussione con l’arrivo del sonoro. Al suo fianco Peppy Miller, una giovane e determinata aspirante attrice che, incontrata per caso, diventerà una presenza sempre più ingombrante (per niente casuali i rimandi a pellicole come Viale del Tramonto di Billy Wilder e Eva contro Eva di Joseph L. Mankiewicz).

Un film eccezionale, non limitato ad un target di nicchia spocchioso e saccente, ma per tutti quelli che, con un velo di nostalgia, hanno amato il cinema patinato, glamour e scintillante, dove si ballava il tip tap e gli attori si amavano con uno sguardo. Una regia impeccabile, eccessivamente perfetta, meticolosa, dove le tonalità del grigio e la colonna sonora s’incontrano in un abbraccio così intenso da lasciare a bocca aperta le platee più dubbiose e prevenute.

Un ritorno alle origini…

 

  

 

 

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