LUCIA DI LAMMERMOOR

 

 Manuela Rippo

Grande successo al San Carlo per la rappresentazione dell’opera di Gaetano Doninzetti, su libretto di Salvatore Cammarano, Lucia di Lammermoor. L’opera, portata in scena per la prima volta proprio nell’illustre teatro napoletano il 26 settembre del 1835, è un classico del melodramma romantico ottocentesco ed è tratta dal romanzo di Walter Scott “The Bride of Lammermoor” del 1819.

La storia è ambientata nella Scozia feudale del XVI secolo. Lucia ama, corrisposta, Edgardo, ma viene tratta con l’inganno dal fratello Lord Enrico Ashton, a sposarsi con il potente Lord Arturo. Quando scopre la manipolazione psicologica alla quale è stata sottoposta, Lucia impazzisce e uccide il marito per poi abbandonarsi alla morte. Dopo il suicidio dell’amata, anche Edgardo, sconvolto e disperato, si uccide.

Il regista cinematografico Gianni Amelio (alla sua terza regia di un’opera), riporta allo splendore uno dei più importanti e celebri lavori del maestro Doninzetti, dirigendo una splendida ed eccezionale Jessica Pratt, soprano australiano famosa per la sua bellezza e per la sua voce calda e corposa. Hanno collaborato al progetto Nicola Rubertelli, direttore degli allestimenti e famoso scenografo; Maurizio Millenotti, costumista con all’attivo diversi premi vinti con Fellini, Zeffirelli e Greenaway; direttore delle luci Pasquale Mari e a dirigere l’orchestra Nello Santi, conosciuto in tutto il mondo ed erede della scuola di Toscanini.

Un’opera che valorizza i cantanti e le loro splendide voci, accompagnati da una scenografia che non è ingombrante, piuttosto si muove con leggiadria e accompagna con armonia il fluire delle note e degli acuti. In un mix di luci, suoni e colori Amelio regala al pubblico del San Carlo una delle migliori interpretazioni dell’opera doninzettiana.

 

 

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